Apple abbandona la certificazione "green"Le forniture degli uffici statali americani rischiano di non poter più provenire da Cupertinogiovedì 12 luglio 2012(ITnews) - Roma Il design è più importante della sostenibilità ambientale? Parrebbe di sì, stando all'ultima decisione di Apple che le è valsa un'ondata di critiche da parte di un’ampia porzione di blogosfera. L’azienda guidata da Tim Cook ha infatti abbandonato il programma di certificazione ambientale per l'elettronica, il cosiddetto EPEAT. «Con questa mossa la casa di Cupertino vuole indicare che le future decisioni di design non saranno più governate dagli standard ecologici» scrive Erica Ogg nel blog americano GigaOm. Questa decisione ha delle importanti conseguenze. Secondo la legge degli Stati Uniti, infatti, almeno il 95% dei prodotti di elettronica acquistati dalle agenzie federali devono essere certificati EPEAT. Il che significa che gli uffici statali non potranno acquistare più del 5% delle loro forniture di computer Apple, anche se è più probabile che li abbandoneranno completamente, dal momento che saranno privi dell’adeguata certificazioen. La EPEAT, ad ogni modo, non riguarda i tablet e gli smartphone, per cui le agenzie americane potranno tranquillamente continuare ad acquistare iPad e iPhone. Anche la città di San Francisco ha adottato una delibera che proibisce di acquistare computer desktop o laptop non certificati, ha spiegato la portavoce del sindaco Christine Falvey. Perciò anche la metropoli californiana non potrà più dotarsi di Mac - a meno che la Apple non torni sui suoi passi e decida di continuare a dotare i suoi prodotti della certificazione "green". «Speriamo che ci ripensino e tornino sulla lista di EPEAT – ha aggiunto la Falvey – e noi li contatteremo per vedere se potremo far cambiare loro idea in tal senso». Apple non ha reso noti i motivi della decisione di abbandonare la certificazione ambientale che viene attribuita ai prodotti elettronici riciclabili ed efficienti dal punto di vista energetico, ma ciò suona strano, dal momento che la stessa azienda sul proprio sito si vanta che il suo MacBook Pro sia riciclabile «minimizzando i rifiuti al termine della vita del prodotto». Ma l'amministratore delegato di EPEAT – tale Robert Frisbee - in un'intervista rilasciata al Wall Street Journal, ha rivelato che la colpa potrebbe essere della nuova «direzione di design» intrapresa da Apple. «Sostengono che non fosse più compatibile con le richieste di EPEAT – ha proseguito Frisbee – Erano dei nostri importanti sostenitori e ci dispiace che non vogliano più misurare i loro prodotti attraverso i nostri standard». Secondo alcune indiscrezioni sarebbe la nuova linea di MacBook con Retina Display a porre problemi in tema di riciclo, in quanto le loro batterie sono incollate al case di alluminio del computer. «Al cuore della controversia c'è il nuovissimo MacBook Pro con Retina Display – scrive InfoWorld – che Apple ha progettato in modo tale da essere difficile da disassemblare per riparazioni, aggiornamenti o riciclaggio». In un comunicato pubblicato sul proprio sito web EPEAT non ha fornito dettagli sulle ragioni che hanno portato Apple ad abbandonare questo standard, creato anche grazie all'azienda e ad altri leader dell'industria, ma ha chiosato così: «Ci dispiace che Apple non registrerà più i suoi prodotti con EPEAT. Speriamo che decidano di rifarlo in qualche momento nel futuro». Fabrizio Corgnati
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