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Tablet: la partita ora si gioca fra tre player

Riuscirà Microsoft Surface a insidiare il primato di iPad nel mercato? Ruberà punti percentuali ad Android?

giovedì 21 giugno 2012


(ITnews) - Roma
Ok. Dunque ora che è stato presentato Surface, i player della partita "tablet" diventano sostanzialmente tre: Apple, Google e Microsoft. Dimenticate il Playbook di RIM e lo slate di HP, questi due tentativi di aggredire il mercato possono già essere archiviati come "non riusciti" - se non del tutto falliti. 
 
Concentriamoci dunque su Microsoft. Le domande che in molti si stanno ponendo in questi giorni sono: "Riuscirà Microsoft a imporre sul mercato il suo prodotto? Surface sarà un successo di massa? Riuscirà ad accaparrarsi considerevoli fette del mercato dei tablet? Arriverà ad impensierire i tablet Android o addirittura l'iPad Apple?". 
Non è semplice rispondere a queste domande. Com'è facile intuire, nessuno ha la palla di vetro per indovinare il futuro. Azzardare ipotesi ci sembra del tutto insensato. Proviamo invece ad analizzare gli elementi che abbiamo e a riflettere sugli scenari possibili. 
Dunque dicevamo che d'ora in avanti la partita diventa a tre giocatori ma finora si è trattato sostanzialmente di due player: Apple iOS su iPad versus tutta la pletora di apparecchi Android. 

MicrosoftSurface_profile.jpg
 
Il mercato dei tablet a quanto pare sta crescendo, forse lentamente ma comunque s'ingrossa - sebbene non sostituirà mai del tutto quello dei desktop pc e dei notebook. Comunque sia, per il solo 2012 è prevista la vendita di ben 119 milioni di unità, ossia +98% rispetto all'anno precedente, sostanzialmente il doppio. (fonte Gartner). Apple continuerà a dominare il mercato con circa il 62% della torta, a seguire tutti gli altri - Android in testa. Stando alle previsioni la situazione è alquanto statica, ossia non cambierà nemmeno nei prossimi anni - diciamo almeno sino al 2016. Fra 5 anni Microsoft potrebbe salire quasi sino a quota 12% ma non oltre. 

Gartner_Table1.PNG
 
Altro fattore da tenere in considerazione è il timing. Microsoft arriva solo adesso a competere. Ma perché? Cosa ha fatto sinora? Dov'era? Nel frattempo Apple ha sostanzialmente creato il comparto - attraverso il lancio del primo modello di iPad - e Android ha iniziato a minarne la leadership ma piano piano, senza alcuna convinzione e soprattutto in maniera frammentata. Dunque a Redmond devono scontare ben 2 anni di ritardo - cosa non di poco conto nell'iper-dinamico mondo dell'informatica e dell'hi-tech. 
 
Inoltre si tenga presente che Microsoft sinora è sempre stato un produttore di software, non di hardware. Certo da anni costruisce tastiere e mouse ma non è la stessa cosa. Non parliamo dello stesso campionato. I tempi sono cambiati. Ci si deve adattare. Qui si tratta di fare il produttore di macchine, di computer insomma: è tutta un'altra storia. In un certo senso Microsoft si va a porre in concorrenza con i produttori hardware, con quelli cioè che sino ad oggi sono stati suoi partner nella vendita del profittevole abbinamento "pc+sistema operativo". 
Ma ora le cose cambiano: la società di Ballmer sembra intenzionata a ripercorrere i passi che Steve Jobs ha fatto con Apple, a far diventare cioè la sua azienda un entità completa che abbia il totale controllo su entrambi i versanti: hard e soft. Ci riuscirà? Difficile dirlo sin d'ora.A Redmond sembra quasi che abbiano imparato la lezione: ormai nel settore mobile non è più possibile basare il proprio business model sulla vendita di licenze per sistemi operativi (o suite di software) - anche perché il principale concorrente, cioè Android, costa praticamente zero ai produttori di device. Dunque non c'è gara. Per sperare di battere cassa bisogna vendere hardware ai consumatori. Pensiamo poi un attimo a Windows 8. Sembra carino. A molti piace - senza nemmeno averlo provato prima. Ma funzionerà? Riuscirà ad imporsi? Piacerà agli utenti? Non dimentichiamo mai il flop di apprezzamenti e simpatia riscontrato con Windows Vista.
 
Ma andiamo oltre. Qualcuno ha già pensato a dotare Surface di un marketplace adeguato? Certo, Windows Phone 7 ha già un suo market - da poco ha raggiunto le 100.000 app pubblicate. Ma siamo sicuri che questo stesso shop sarà esteso anche su Windows 8 e sul nuovo tablet? Se fosse varato un negozio parallelo la cosa potrebbe creare confusione negli utenti - soprattutto a livello di brand ma anche a quello di user experience. Non dimentichiamo che gran parte del successo di un sistema operativo come iOS e di prodotti come iPhone e iPad lo si deve all'ottima interfaccia grafica del sistema operativo, alla semplicità d'uso alla gratificante esperienza d'uso che ne ricava un utente. Sarà semplice scaricare e installare un'app sul Surface così quanto è semplice farlo ora su un iPad o su un tablet Android? E che integrazione ci sarà tra Windows Phone e Windows 8 (in versione Pro e/o RT)? Che peso avrà l'ecosistema Windows a piastrelle (Metro) sul successo di questo apparecchio? Di più: chi fornirà i contenuti? Vista la recente partnership, i libri potrebbe fornirli Barnes & Noble ma i video, i film e la musica? Chi porterà contenuti premium dentro il market per Surface? Quali saranno i partner? 
 
Secondo alcuni osservatori uno dei vantaggi di Surface è la sua estrema versatilità. Il device può essere tablet o netbook (meglio, notebook) all'occorrenza, grazie al supporto presente sul retro e alla tastiera integrata nella custodia; potrebbe persino sostituire un computer da scrivania - al limite. Ma sarà vero? Grazie al tablet Microsoft si potrà usare con molta facilità un solo ed unico apparecchio, sia a casa che sul lavoro - in modalità "seamless" direbbero gli Americani - si potrebbe cioè godere di una user experience senza soluzione di continuità, anche perché sarà possibile portarsi dietro tutti i propri dati e tutte le applicazioni. Bene ma a quanti interessa? Quanti utenti (consumatori?) al momento di sostituire il proprio computer sono disposti ad abbandonare la comodità di un portatile o di un desktop pc in favore di questo apparecchio? Certo le caratteristiche tecniche sono interessanti, Surface non ha nulla da invidiare in quanto a potenza di calcolo o spazio a disposizione per la memorizzazione dei dati ma sarà sufficiente a farlo sfondare nel mercato di massa? O piuttosto rischia di rimanere un prodotto di nicchia? 
 
Altro fattore su cui riflettere, tutt'altro che ininfluente: il marketing. Un prodotto, per quanto bello o funzionale o economico possa essere, non si venderà mai se gli acquirenti potenziali non sanno della sua esistenza. Surface è certamente un device interessante, sia sotto il profilo hardware, che sotto quello software ma quanti sanno che è stato presentato nei giorni scorsi (se si escludono giornalisti del settore e cosiddetti smanettoni?) I media ne hanno parlato un bel po', sì ma quanto? E basterà? Di certo Microsoft dovrà spendere moltissimo se vuole che il suo tablet venda bene. La pubblicità è ancora l'anima del commercio, su questo non ci piove. Pensate alla leadership di Samsung sugli smartphone. Di certo non è caduta dal cielo. Anzi. Non fosse stato per gli enormi investimenti in comunicazione (pubblicità ma non solo) - soprattutto in patria - l'azienda coreana non avrebbe mai raggiunto la vetta di questa classifica. 
 
E non dimentichiamoci di considerare il prezzo. Ultimo elemento ma di fondamentale importanza. Quanto costerà dunque Surface? Ancora non si sa. Ma facciamo ipotesi. Se costasse più dell'iPad, in molti potrebbero snobbarlo, ponendosi la domanda: "Perché allora non un iPad?". E avrebbero anche ragione. Quando si compete con l'eccellenza del settore, con il numero uno, bisogna mettercela tutta, essere migliori sotto ogni punto di vista e dunque anche sul versante del prezzo. Dunque il tablet Microsoft non dovrebbero costare al pubblico più di quanto costa un iPhone. Bene. Ma è possibile produrre un device del genere mantenendo bassi i costi? E la qualità? Non rischia di essere tralasciata in favore dell'economicità? Inoltre: un prezzo troppo basso avrebbe uno svantaggio d'immagine, rischierebbe cioè di far apparire Surface uno strumento per poveracci, per tipi che vogliono i tablet costosi ma non se lo possono permettere. Altro grosso limite. 

Nicola Smeerch Bruno

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