L’app Carat analizza e migliora le prestazioni della batteria dello smartphoneUn team di ricercatori dell’UniversitĂ di Berkeley ha sviluppato un sistema in the cloud che effettua la diagnosi del dispendio di energia del devicedomenica 17 giugno 2012(ITnews) - Roma Uno dei principali grattacapi di chi possiede uno smartphone è senza dubbio la scarsa durata delle batteria. I grandi schermi e i processori multi-core da alte frequenze di clock infatti consumano decisamente molta energia. La soluzione definitiva a questo fastidioso problema ancora non è stata trovata ma esistono dei rimedi che possono comunque allungare la durata media dello stato di accensione dell’apparecchio. Ad esempio, se si esclude iPhone, iPad e tablet in generale, per alcuni modelli di smartphone (pochissimi – a dire il vero) è possibile rimuovere la batteria, dunque si può acquistarne una piĂą “performante” - cioè con un amperaggio piĂą elevato - e sostituirla all’originale in modo da allungare la carica dell’apparecchio. Ma questo è pur sempre uno stratagemma che comporta una spesa ulteriore e non tutti sono disposti a spendere altri soldi per rimediare a una specie di “bug intrinseco” del device. Alcuni ricercatori statunitensi però hanno trovato una soluzione meno drastica ma efficace (quasi allo stesso modo).  Un team di ingegneri dell’AMPLab (Algorithms, Machines, and People Laboratory) dell’UniversitĂ di Berkley (Califonia) ha messo a punto infatti Carat, un sistema client/server che permette di conoscere a fondo il modo in cui opera uno smartphone e di consigliare di conseguenza all’utente alcune operazioni da compiere per ovviare all’alto dispendio di energia. Ma come funziona? Per capirlo è utile dare un’occhiata all’immagine qui sotto. Carat è innanzitutto un’app da installare sullo smartphone, sul tablet o sul lettore multimediale. Il software va lanciato e lasciato funzionare in background per almeno due giorni. Così facendo, l’app può raccogliere informazioni sul funzionamento generale del sistema operativo e in particolar modo su app o processi abusano dell’energia disponibile. Sempre in background poi, cioè senza che l’utente se ne accorga, i dati raccolti dall’applicazione vengono mandati a dei server – una soluzione “in the cloud” Amazon Web Services – sui quali è installato un software (denominato “Spark”) che analizza il rapporto inviato e produce di conseguenza una diagnosi con relativi suggerimenti sulla modalitĂ di intervento. Â
I risultati dell’analisi, insomma, danno all’utente un feedback sulle cause dell’alto dispendio di energia – solitamente si tratta di app che scambiano troppi dati, di connessioni Wi-Fi non ottimizzate, difficoltà nell’agganciamento del segnale GPS o sistemi operativi non opportunamente aggiornati - e su come comportarsi per far sì che la batteria duri di più. Qualche giorno fa Christopher MacManus di CNet.com ha provato l’applicazione e ha riscontrato un miglioramento interessante nelle prestazioni della batteria, anche se non straordinario: 47 minuti e 20 secondi di autonomia in più. Gli è stato sufficiente aggiornare il sistema operativo del suo iPhone 4, passando dalla versione 5.0.1 all’ultima disponibile per iOS. Al momento Carat funziona su due diverse piattaforme (le più diffuse): Apple iOS e Google Android. Se vi stessero già sorgendo dubbi e preoccupazioni riguardo la vostra privacy e l’eventuale violazione del vostro diritto a mantenere privati contenuti e modalità di utilizzo del vostro cellulare, state tranquilli: il sistema Carat non ruba file o traccia gli utenti. Gli sviluppatori (Adam Oliner, Anand Iyer, Eemil Lagerspetz, Sasu Tarkoma e Ion Stoica) assicurano che tutte le informazioni inviate dall’app ai server (numero identificativo dell’apparecchio, app in funzione, stato della batteria, quantità di carica rimanente, utilizzo della memoria e della CPU, modello di cellulare e versione del sistema operativo installato) vengono raccolte in forma anonima e non sono utilizzate per identificare gli utenti. Nicola Smeerch Bruno
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