Microsoft acquista i brevetti di NetscapeAOL ha ceduto proprietà intellettuale per la cifra di 1,3 miliardi di Dollarimercoledì 11 aprile 2012(ITnews) - Roma Sui brevetti di AOL ci avevano messo gli occhi in tanti, molte aziende operanti nel mondo dell'ITC, tra cui anche Amazon e Ebay, puntavano ad acquistare tutte le proprietà intellettuali relative al primo vero rivale di Internet Explorer: il browser Netscape Navigator. Quello che a buon diritto può essere considerato il primo browser della storia, dal momento che in uncerto senso nacque come evoluzione di Mosaic e dagli stessi padri fondatori. Ad aggiudicarsi il pacchetto di questo insieme di proprietà intellettuali alla fine è stata Microsoft. L'azienda ha acquistato circa 800 brevetti relativi a invenzioni e diritti di licenza utilizzati in Netscape per la cifra di 1,3 miliardi di Dollari. Il valore intrinseco dei brevetti ottenuti non è da sottovalutare, se si considera che tra essi sono presenti anche quello relativo al JavaScript o ai cookies. Il timore delle altre major operanti nel settore della navigazione web (tra cui Opera, Google e la Mozilla Foundation) risiede nel possibile contributo che Microsoft a questo punto avrebbe il diritto di chiedere per l'utilizzo delle tecnologie contenute fra i brevetti. Fino ad ora infatti AOL non aveva chiesto alcun compenso agli utilizzatori ma con il passaggio a Microsoft la situazione potrebbe cambiare. Secondo alcuni, invece, l'acquisto delle proprietà intellettuali servirebbe all'azienda per controbilanciare le recenti accuse rivolte da Motorola – ora divisione di Google – nelle quali veniva contestata a Microsoft la violazione dei brevetti relativi allo standard video H. 264. Questa strategia di acquisto massiccio di brevetti rispecchia in realtà una tendenza praticata di recente da molte società. È ad esempio il caso di Facebook, che recentemente ha acquistato un pacchetto di 750 brevetti da IBM, ma anche di Apple, Google, RIM, Sony e altre major che si sono accaparrate oltre 4 mila titoli originariamente appartenuti a Nortel. Secondo gli analisti si tratta di una tendenza diffusa soprattutto a causa dell'aumento di incertezza negli andamenti dei mercati, dovuta in gran parte alla crisi economica e finanziaria di questi mesi. L'acquisto di brevetti garantirebbe infatti alle aziende un valore immateriale stabile che col tempo non tenderebbe a diminuire. Gabriele Conoci
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