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Tactical Intervention: un free to play dal co-creatore di Counter Strike

Aumentano le aziende del settore dei videogiochi che puntano sulla formula di gioco gratuito

Gabriele Conoci

Pubblicata in rete il 18/02/2012 17:09, tempo medio di lettura 4 minuti e 19 secondi

Illustrazione (ITnews) - Roma -

Non molto tempo fa vi abbiamo parlato di una particolare tendenza che ha preso piede negli ultimi anni, ossia l’entrata di grandi case produttrici di videogiochi nel mondo del cosiddetto “free to play”. È il caso di Firefall e del più recente Warface, due titoli non ancora aperti al pubblico ma pronti a rivoluzionare il mercato dei videogiochi.

Di recente è stato pubblicato un video sul web in cui vengono mostrate alcune sequenze di un altro videogame gratuito: Tactical Intervention, uno sparatutto in prima persona ideato dal co-creatore di Counter Strike e sviluppato da un team FIX Korea. Non sono molte le fonti a riguardo ma dalle poche immagini disponibili possiamo già trarre qualche prima informazione.

La grafica non sembra essere il punto forte di Tactical Intervention. Ci si sarebbe potuto aspettare l’utilizzo di Source - motore grafico prodotto da Valve e utilizzato in Counter Strike - invece sembra che gli sviluppatori stiano lavorando indipendentemente, senza sfruttare il lavoro di altri. Ad ogni modo c’è da ammirare la qualità dei paesaggi e gli effetti di luce proposti negli screenshot a nostra disposizione. Peccato solo per le figure umane. Anche se prevalentemente coperte da tute mimetiche, passamontagna e altro, i pochi tratti di umanità sembrano poco curati; lo stesso si può dire della fisica degli oggetti. Comunque – bisogna dirlo – il gioco ancora si trova in fase di sviluppo, perciò il risultato finale potrebbe variare.




Più ricco e variegato sembra essere invece il gameplay. Basandoci sulle sole immagini possiamo intuire che il gioco vedrà una fazione di terroristi e criminali contrapposta a un team di poliziotti ben armati e protetti. Non si tratta però di un semplice sparatutto in prima persona dalle classiche modalità di gioco. Nel video, ad esempio, si può vedere chiaramente anche una sessione in cui il giocatore affronta con guida spericolata il traffico cittadino.

Partendo da questo presupposto si possono trarre intanto tre considerazioni. La prima è che ci sarà la possibilità di guidare i veicoli del gioco – ma non sappiamo ancora se si limiteranno ad essere automobili o se verranno inserite anche altre tipologie di mezzo. La seconda considerazione riguarda la vastità degli scenari. Alcune immagini mostrano ambientazioni estese e variegate con strade percorribili. Non dovrebbe trattarsi di un titolo “open world”, ma i presupposti per partite di vasta scala ci sono tutti. La terza considerazione invece riguarda la presenza di persone neutrali con una propria intelligenza artificiale. Questo fattore potrebbe aggiungere un pizzico di difficoltà nel caso della fazione dei “buoni”, e (perché no?!) un vantaggio per la fazione dei “cattivi”.


TacticalIntervention01.jpg

Una ultima caratteristica, trapelata dal video di un beta-tester, è la possibilità di controllare un cane. Proprio così. Nel gioco molto probabilmente avranno un ruolo da protagonisti anche i poliziotti a quattro zampe, anche se ancora non è chiaro come si utilizzeranno: una sorta di arma teleguidata - quindi con una temporanea fuga dal corpo del personaggio – o elemento di sezioni di gioco apposite e di inframezzo - magari tra la morte e la rinascita?

Non resterà che attendere l’uscita del gioco per poterlo testare gratuitamente e darne un giudizio obiettivo. La fase beta, chiusa a pochi tester, è partita il 16 di questo mese solo in alcuni paesi e verrà estesa al resto del Mondo a marzo; quindi probabilmente Tactical Intervention non verrà aperto al pubblico prima della fine dell’estate.


TacticalIntervention17.jpg

Sarebbe anche interessante capire perché stia avvenendo un vasto spostamento di investimenti verso un mercato in formula free to play. Che si tratti di uno stratagemma per contrastare l’effetto “mobile gameing”? Una buona fetta di giocatori infatti è stata risucchiata nel mercato dei videogiochi per smartphone e consolle portatili, molto spesso gratuiti e dalla vocazione casual, a scapito del videogioco vero e proprio che richiede attenzione ed impegno. Oppure si tratta di un esperimento volto a contrastare la pirateria? Piuttosto che dare occasione agli utenti di scaricare giochi piratati, potrebbe essere meglio concedere gratuitamente il videogame studiando magari un altro sistema per fare soldi. È ad esempio il caso di titoli con la cosiddetta formula “Freemium”, ossia la fornitura di servizio di base gratuito con contenuti a pagamento per gli extra, oppure l’introduzione di pubblicità tra i menu di gioco.

TacticalIntervention26.jpg

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