(ITnews) - Roma -
Solo qualche giorno fa Twitter ha deciso di adottare particolari misure censorie sui tweet in base alla loro provenienza geografica. In altre parole l’azienda ha iniziato a filtrare determinati messaggi in base alle leggi vigenti nel paese in cui vengono “twittati”.
Tanto per fare un esempio, in Francia e Germania non si potrà inviare tweet inneggianti il nazismo in quanto espressamente vietato dalle leggi dei due paesi. Una decisione che risponde alla logica aziendale del voler “conquistare” più paesi possibile ma che, agli utenti, suona molto come violazione dei diritti e censura gratuita.
Come se non bastasse, seguendo le orme del famoso social network, anche “Blogger”, la popolare piattaforma di pubblicazione di Google, ha introdotto silenziosamente una modifica che permetterebbe di bloccare contenuti limitatamente ai paesi che ne facciano richiesta. Il primo ad accorgersi di questo cambiamento è stato il sito Techdow.com, notando come dopo l’accesso a Blogger, si veniva reindirizzati ad una pagina diversa in base all’area geografica di provenienza.Questo consentirà all’azienda di limitare di richieste di oscuramento di messaggi che saranno visibili comunque a tutti i paesi fatta eccezione di quello dove costituiscono reato.
All’obiezione da parte chi sostiene che questa sia una svolta in favore di paesi oppressori e antiliberali, Google risponde che la geolocalizzazione potrà essere disattivata in qualunque momento su scelta dell'utente, che infatti può comunque visualizzare le pagine non geolocalizzate aggiungendo all'indirizzo la stringa "/ncr" (che sta per "no country redirect").
Sta di fatto che questa modalità è già entrata in funzione da un mese in Australia ed India e presto dovrebbe diffondersi anche in altri paesi.