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Intel è finalmente pronta per Android

Secondo l’azienda di Paul Otellini, Ice Cream Sandwich gira perfettamente sul processore Medfield

Nicola Smeerch Bruno

Pubblicata in rete il 06/12/2011 03:15, tempo medio di lettura 5 minuti e 45 secondi

Illustrazione (ITnews) - Roma -

Perché Intel non è entrata nel business dei device mobili? Semplice: non riusciva a produrre processori in grado di competere con i SoC ad architettura ARM. Sono circa due anni che si attende lo sbarco dell’azienda presieduta da Paul Otellini nel settore ma adesso potrebbe essere arrivato il momento giusto.

Venerdì scorso, 2 dicembre, Intel ha comunicato ufficialmente che il suo processore con il nome in codice di Medfield (un Atom) è finalmente in grado di far girare Android 4.0; la comunicazione è stata data un solo giorno dopo il rilascio da parte di Google del codice sorgente di Ice Cream Sandwich. La notizia arriva da Agam Shah del sito PCWorld.

Per essere più precisi, la società di Santa Clara ha reso disponibili alle aziende produttrici di dispositivi una versione dell’OS ottimizzata per girare sui suoi processori – lo ha dichiarato Alec Gefrides, il capo dell’ufficio “Google Program” di Intel - e proprio con queste sta lavorando per migliorare ulteriormente le performance del chip. Senza alcun timore di essere smentiti, dunque, possiamo affermare che il prossimo anno dovrebbero arrivare in commercio i primi apparecchi Android con processore ad architettura x86.

Insomma Intel è pronta per rivaleggiare con i processori ARM sul campo di battaglia Android. La presentazione ufficiale del connubio tra Medfield (chip prodotto con processo a 32 nm) e Ice Cream Sandwich avverrà il prossimo 10 gennaio a Las Vegas durante il CES 2012 (Consumer Electronics Show). La compagnia telefonica Sprint ha già spedito ai giornalisti gli inviti per partecipare alla conferenza stampa che seguirà il keynote di Intel, per cui in qualche modo dovrebbe essere coinvolta nel progetto. Alcune voci danno anche Samsung in pole position. Detto in altri termini: il produttore sud coreano potrebbe essere il primo a portare sul mercato un dispositivo Android che gira su di un chip Intel. Ma staremo a vedere.

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Sul sito AllThingsD Arik Hesseldahl ha riportato quanto pronunciato da Paul Otellini, il CEO di Intel,  durante una conferenza di Credit Suisse che si è tenuta la scorsa settimana a Phoenix, ossia un discorso in cui il numero uno dell’azienda ha cercato di sfatare tre miti sul più grande produttore di microprocessori al mondo.

Il primo mito riguarda le limitate prospettive di crescita di Intel nell’era del post pc, dal momento che i suoi prodotti non riescono ancora a ritagliarsi uno spazio nel settore degli smartphone e dei tablet. Secondo Otellini l’azienda è tutt’altro che spacciata, dal momento che è leader in mercati emergenti (come Venezuela, Argentina e Russia) e che per il momento, come risposta allo stallo del prodotto “pc”, si è inventata il segmento dei cosiddetti “ultrabook”, ossia portatili potenti, ultraleggeri, sottilissimi e dal design molto elegante.

Il secondo mito che il CEO ha cercato di sfatare è quello che vuole i chip Intel troppo dispendiosi dal punto di vista energetico. E questo, ahilui, è purtroppo vero. La sfida più grande per l’azienda, in effetti, consiste nel colmare questo gap che si è venuto ormai a creare con i competitor. Otellini ha tirato in ballo ancora una volta la legge di Moore e le grandi capacità innovative della società che dirige ma da questo punto di vista non sono fattori granché importanti. Ad ogni modo, stando ai test realizzati, sembra che le generazione di chip Atom Medfield – che dovrebbe arrivare sul mercato nel 2012 – pur non essendo migliore dei suoi concorrenti dal punto di vista energetico in funzioni come il payback audio e video e lo standby, riesce a ottenere invece ottime performance nell’uso del browser sui cellulari, nel test Java SunSpider e in alcuni benchmark grafici come il GLBench.

Il terzo mito ha a che fare con la competizione con i processori ARM. Otellini in questo caso ha ammesso che sul campo dei device mobili Intel non è pressoché presente ma ha ricordato anche come il set di istruzioni per i chip x86 sono noti e usati da anni, come nel mondo ci siano ben oltre 6 milioni di applicazioni basate su quest’architettura e un esercito di 14 milioni di sviluppatori che hanno già creato software per questa piattaforma. Non va dimenticato, insomma, che esiste un’incredibile mole di gente che conosce Intel e l’architettura Intel, per cui nel prossimo futuro questo indiscusso vantaggio sarà sfruttato a dovere.

Non bisogna dimenticare, comunque, che Intel giocherà una partita importante ma da sfavorito. I concorrenti dall’altra parte del campo (dal versante ARM) sono tanti, agguerritissimi e, come se non bastasse, non partono da zero. Nvidia, ad esempio, durante il 2011 ha quasi colonizzato con il suo Tegra 2 il comparto tablet Android e da qualche giorno è già sul mercato con la versione successiva di questo chip: il Tegra 3, un SoC a quattro core, che è il motore del nuovissimo tablet Asus Transformer Prime. Da pochissimi giorni Samsung ha presentato la nuova versione del suo chip Exynos: il modello 5250, un processore basato sul Cortex-A9 con quattro core e clock a ben 2 GHz di frequenza. Ma anche Texas Instruments non è da meno, dal momento che ha già pronta la sua versione di chip multi-core da 2 Ghz a 28nm: l’OMAP5, basato sul Cortex-A15. E come non parlare degli ZiiLabs (gruppo Creative Technology), che proprio in questi giorni hanno mostrato di poter far girare ottimamente Android 4.0 sullo Jaguar (vedi il video qui sotto), il loro tablet di sviluppo che monta un processore ZMS-20, un SoC ARM dual core a 1,5 GHz basato sul Cortex-A9 e coadiuvato dalla tecnologia proprietaria StemCell media processing).



L’ultima versione di Android gira persino su processori meno performanti. La cinese Rockchip, infatti, ha recentemente portato l’OS mobile di Google sulla sua economica piattaforma composta dalla combinazione di un chip RK2918 (basato sul Cortex-A8) a 1,2 GHz e una GPU Vivante GC800. Aspettiamoci dunque di vedere presto in vendita anche smartphone e tablet molto economici che funzionano con Ice Cream Sandwich.



Fonte:  Android & Me

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