(ITnews) - Roma -
Non ci sono molti giri di parole da fare. Adobe ha deciso di mettere fine al progetto Flash per i dispositivi mobili. L’annuncio ufficiale è di qualche giorno fa.
L’azienda ha da poche ore diffuso l’ultima release del suo player per Android e BlackBerry Playbook di RIM – ossia la versione 11.1. Non ce ne saranno altre. Adobe intende concentrare i suoi sforzi sullo sviluppo dell’HTML5, una tecnologia più aperta e sicuramente più supportata in futuro – oltre che dotata di capacità straordinarie a cui lo sviluppo di Flash non è mai arrivato.
Sin dalle prime voci di questo stop, in rete si è aperto immediatamente il dibattito su quanto abbia avuto ragione Steve Jobs nell’aver ignorato l’integrazione di Flash dentro iOS. Al solito: da una parte i fan della mela morsicata, fieri di trovarsi tra le mani un sistema operativo già da diversi mesi esclusivamente direzionato verso l’HTML5, e dall’altra gli utenti di Android, preoccupati in un certo senso che a breve i loro device possano diventare obsoleti o comunque presentare qualche falla, proprio a causa dell’interruzione del supporto da parte di Adobe. Ma sorvoliamo su queste diatribe e passiamo oltre.

Nonostante lo stop, il Flash Player continuerà ad evolversi per i sistemi operativi desktop. Lo sviluppo e le release si fermano, dunque, ma solo per il settore mobile. Chiaramente ora l’azienda presieduta da Shantanu Narayen farà di tutto per orientare gli sviluppatori verso AIR, l’altra sua piattaforma proprietaria di sviluppo (per device mobili e non).  Il tempo e l’interesse verso il Flash Player in versione mobile non può andare perso o sprecato, va canalizzato.
Chi ha un Playbook o un apparecchio Android non deve comunque preoccuparsi; attraverso un post pubblicato mercoledì scorso da Danny Winokur (un dirigente dell’azienda), Adobe ha assicurato che la versione 11.1 per dispositivi mobili avrà il supporto necessario, nel caso in cui si dovessero verificare in futuro dei bug o delle falle di sicurezza. Giovedì 10 Brad Arkin (senior director of product security and privacy) ha ripetuto lo stesso principio su Twitter. Però nessuno dei due “executive” ha specificato quale sarà l’estensione temporale di questa garanzia di assistenza, ossia per quanto tempo durerà il supporto.
Fonte: Engadget