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Hoobee: l’app che sostituirà le fidelity card è italiana

ITnews intervista Nicola Mattina, uno degli ideatori del progetto, nonché patron di Startup Cloud e dell’agenzia Elastic

Nicola Smeerch Bruno

Pubblicata in rete il 17/10/2011 20:31, tempo medio di lettura 9 minuti e 34 secondi

Illustrazione (ITnews) - Roma -

Fondatore e presidente del consiglio di amministrazione dell’agenzia Elastic, Nicola Mattina ha iniziato la sua carriera professionale nell’area della comunicazione d’impresa, assistendo aziende ed enti di primaria importanza in attività che vanno dalle relazioni con i media alla progettazione di piani complessi di relazioni esterne. Adesso si occupa di cultura digitale. Lo abbiamo incontrato per porgli qualche domanda riguardo la sua ultima creatura, Hoobee: un’app per dispositivi mobili che ambisce ad imporsi come alternativa ai programmi di loyalty e a sostituire, dunque, il sistema delle fidelity card.

Ci può raccontare brevemente come funziona Hoobee?
È molto semplice. Hoobee è un’app gratuita per Iphone – ma presto sarà disponibile anche per gli altri smartphone in commercio – che permette di raccogliere i punti di negozi e brand sul cellulare. Il cliente fotografa un QR Code con il suo telefono e accumula il punto che ha guadagnato con l’acquisto. A fine raccolta, è la stessa app ad avvisare il cliente che può ritirare il suo premio.


Ovviamente, sull’app possono essere tenute più promozioni, di diversi negozi che abbiano aderito. Per il cliente è comodissimo, perché non ci sono più né bollini, né tessere. Per il negoziante è pratico e non ha costi, perché è necessario solo stampare un QR Code da mostrare ai suoi clienti.


A tutto questo si aggiungono altre funzionalità interessanti per entrambi: i clienti infatti possono localizzare attraverso l’app i punti vendita che usano Hoobee e sapere che promozioni sono in corso; i negozianti possono creare promozioni basate sulle caratteristiche della loro clientela e inviare messaggi e informazioni su sconti e offerte.

NicolaMattina.jpgSo che oltre a lei, nel team ci sono altri due fondatori: Giuliano Iacobelli e Francesco Terzini. Come vi siete conosciuti? Com’è nata questa collaborazione?
Su Internet in entrambi i casi. Frequentiamo gli stessi baretti digitali ;-)

Come vi siete divisi i compiti nell’ideazione e nello sviluppo dell’applicazione?
Dal punto di vista operativo, Giuliano si è occupato dello sviluppo dell’applicazione mentre Francesco sta portando avanti l’attività di comunicazione e di design. Io curo gli aspetti di business e vado alla ricerca di finanziatori. Fabio Lalli, invece, ci ha dato una mano sviluppando le API del sistema che stiamo usando attualmente per la fase di test, anche se adesso ha deciso di seguire il progetto dall’esterno. A luglio, infatti, ha lanciato con Lorenzo Sfienti un altro progetto di startup, Followgram, che sta andando molto bene, tanto che negli ultimi giorni sono arrivati a 13 mila utenti registrati.
Lavoriamo molto online, anche perché per il momento stiamo portando avanti Hoobee parallelamente all’attività lavorativa principale: on line portiamo avanti varie discussioni e ci confrontiamo continuamente.

Dove avete preso l’ispirazione? Come vi è venuto in mente di creare quest’app?
C’è molto interesse attorno ai servizi online per i negozi e ci sono molte sperimentazioni in corso. Ci sono i servizi di geolocalizzazione alla Foursquare, i deal alla Groupon, il mobile payment. Si tratta esplorazioni dello stesso mercato che hanno punti di partenza diversi, ma che alla fine hanno tutti l’obiettivo di aiutare i negozianti a fare più soldi, andando ad occupare lo spazio che prima era occupato dalle pagine gialle. Noi pensiamo che il successo di un negozio stia anche nella sua capacità di avere dei clienti fedeli, facendoli spendere di più e incrementandone il numero. La nostra soluzione si muove esattamente in questa direzione. Noi vogliamo aiutare i negozianti a guadagnare di più, dando loro strumenti e know-how per gestire al meglio la clientela fedele.

Chi si è occupato del design dell’interfaccia? Quale è stata l’idea-timone che avete seguito nel progettarla?
La grafica dell’app è stata sviluppata inizialmente da Annalisa Puracchio, ma adesso se ne occupa Francesco. L’idea di base era di creare un’app gioiosa, con una user experience molto fluida perché l’uso del servizio avviene in negozio al momento dei check out e deve essere molto veloce. Siamo usciti con una prima versione da perfezionare, abbiamo raccolto molti feedback e abbiamo prodotto subito una nuova versione. Studiamo e lavoriamo quotidianamente con l’obiettivo di migliorare l’app e stiamo già lavorando a un nuova release che ne rende ancora più semplice ed immediato l’uso.

So che Hoobee ha da poco lasciato la sua fase beta. Da quando è disponibile la release ufficiale?
Hoobee è già disponibile su App Store da alcune settimane e sul nostro sito è disponibile una demo all’indirizzo http://www.hoobee.it/demo/ Dal punto di vista commerciale stiamo effettuando un test dell’app attraverso un gruppo di esercizi appartenenti a diversi settori merceologici. L’obiettivo di questa fase è mettere a punto un servizio flessibile che supporti strategie di “loyalty” complesse utili ad aiutare i negozianti (ma anche i brand) a trarre, premiandoli,  il maggior profitto possibile dai clienti fedeli.

Perché avete scelto proprio iOS come piattaforma? In futuro eseguirete il porting dell’app anche su Android, Symbian, BlackBerry, Windows Phone 7 e webOS? 
La risposta più breve è perché Giuliano sa sviluppare per iOS. In termini più generali, anche se avessimo avuto nel team tutte le competenze per sviluppare per le altre piattaforme, saremmo comunque partiti da iOS, perché ci sono molte meno variabili da gestire: sono solamente due risoluzioni e qualche versione di sistema operativo. Appena avremo consolidato una versione che possiamo far scalare su larga scala, procederemo con Android e probabilmente BlackBerry.

Il successo di quest’app sarà sicuramente legato al numero di negozi che decideranno di entrare nel network. Come avete intenzione di convincere gli esercenti? Avete già previsto un piano di affiliazione?
Sappiamo che i clienti fedeli sono meno sensibili al prezzo, meno propensi a passare alla concorrenza e consigliano marche e negozi ai loro amici.
Scegliere Hoobee non significa semplicemente cambiare supporto ai programmi di fidelizzazione tradizionale spostandoli sull’app. Ciò che proponiamo ai potenziali affiliati è un servizio completo che consente loro non solo di tracciare consumi e “stili” di consumo dei loro clienti, ma anche, attraverso un sistema di statistiche, di creare le soluzioni promozionali più vicine ai desideri dei clienti e che garantiscono quindi un miglior rendimento. A tutti gli affiliati, poi mettiamo a disposizione la nostra “expertise” per creare i programmi più adatti alla loro attività e alla loro clientela.
Localizzazione dei punti vendita, messaggistica e condivisione attraverso i social network fanno parte integrante della strategia di marketing che proponiamo: la chiave di un business che funziona non sta – solo – nell’attrarre nuovi clienti ma soprattutto nell’aumentare il profitto che ciascuno di essi genera. Si tratta di spostare l’attenzione sulla qualità della relazione con i clienti e capire che renderla solida è stabile e una strategia molto più remunerativa.

Hoobee.jpgLa concorrenza in questo campo è alta. Piani di affiliazione con milioni utenti sono già stati messi in piedi da GDO, catene di supermarket, distributori di benzina e persino società di carte di credito. Come avete intenzione di sfidarli? Qual è il vostro asso nella manica?
Innanzitutto, crediamo che la crescente penetrazione degli smartphone e degli altri “mobile devices” rappresenti un’opportunità per ripensare i programmi di loyalty tradizionali. E questa è una strada che, ad oggi, nessuno ha intrapreso in Italia e in Europa.
Non solo: i programmi di fidelizzazione basati su card magnetiche o a barre richiedono l’istallazione e la manutenzione di hardware presso i punti vendita e software piuttosto complessi. Tutto questo si traduce, per brand e negozi,  in costi. L’idea che sta alla base Hoobee va nella direzione opposta: alla semplicità della user experience per i clienti, corrisponde, sul versante degli affiliati, l’abbattimento dei costi e la semplificazione di procedure e operazioni necessarie per l’attivazione dei programmi.

Non temete che HooBee vada a sovrapporsi, e quindi a competere, anche con le app basate sulla geolocalizzazione, come FourSquare, Gowalla, Facebook Place? 
Credo piuttosto che potremo creare delle sinergie soprattutto con Foursquare, integrando il check-in nella nostra applicazione. Già adesso, invece, siamo integrati con Facebook, perché ogni volta che i clienti dei negozi acquisiscono dei bollini possono fare lo sharing su Facebook.

Su Facebook mi sono imbattuto nella pagina di Hoobee London. Dunque mi pare di capire che avete intenzione di portare quest’app anche all’estero. In quali altri paesi, a parte il regno Unito, si espanderà il network di Hoobee?
È presto per dirlo. Per il momento il nostro obiettivo è espanderci in modo significativo in Italia conquistando una base di clienti che ci permetta di costruire un business sostenibile. Quando avremo raggiunto questo primo obiettivo ci muoveremo sicuramente su Londra in modo da costruire la versione del servizio in inglese. Ma se ne parla non prima della metà dell’anno prossimo.

Quali sono gli altri progetti che ha in cantiere il progetto Startup Cloud?
In questo momento dal punto di vista operativo e di business ci stiamo concentrando solamente su Hoobee. Come seconda traccia di lavoro stiamo esplorando il mondo delle app per bambini e in particolare dei libri digitali per la fascia che va dai 3 ai 6 anni. Per il momento, però, il mercato italiano non ci sembra particolarmente interessante. I libri digitali, per esempio, vengono poche migliaia di copie e quelli particolarmente fortunati difficilmente superano i diecimila download. Meglio i giochi, ma gli investimenti in ballo in questo caso sono molto più alti.

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