(ITnews) - Roma -
La Hall of Science di New York è già di per sé un paradiso per gli appassionati di scienza e tecnologia, ma questo weekend si è trasformata in un vero e proprio luna park per i nerd di tutto il mondo, ospitando Maker Faire, la fiera degli inventori.
A fianco delle novità tecnologiche più originali e interessanti hanno trovato spazio anche delle creazioni decisamente bizzarre, frutto della fantasia di artigiani elettronici e amanti del fai da te digitale. Qualche esempio? Un telecomando pre-impostato per ignorare le voci di chi non si vuol sentire parlare in TV, costruito in una settimana dall'americano Matt Richardson. Costo: 70 Dollari.
Oppure l'attrazione di maggior successo della fiera: l'altalena che attraversa una cascata d'acqua, costituita da 178 spruzzi, ciascuno controllato da una valvola solenoide indipendente, azionata da un sensore di movimento così da mancare per un soffio il giocatore. O ancora i robot batteristi, che si muovono al ritmo dei segnali MIDI inviati da un decoder.
Ma se si parla di tecnologia "seria", allora il protagonista della Maker Faire 2001 di New York è stato tutto italiano: l'ormai famosissima
Arduino, scheda elettronica a basso costo e dalle infinite applicazioni, tutte accessibili anche a programmatori non professionisti. In quest’edizione della fiera ad Arduino è stato dedicato un intero padiglione, all'interno del quale sono state annunciate numerose novità di prodotto.
Molti sviluppatori/inventori hanno deciso di utilizzare la scheda elettronica nata ad Ivrea per applicazioni legate ai trasporti; sono nati così ArduPlane, un modellino di aeroplano che vola con il pilota automatico, grazie ad una moltitudine di sensori e al modulo GPS (realizzato dalla squadra Diydrones assemblando parti e software reperiti su Internet, come in un Lego), o i vascelli Protei, anch'essi autoguidati, firmati da un gruppo di studenti universitari.
Ma i possibili campi di applicazione non si fermano certo qui. Una delle applicazioni più futuribili di Arduino è Thing-O-Matic, una delle prime stampanti tridimensionali, che al posto dell'inchiostro utilizza dei veri e propri materiali scolpiti nella forma voluta da una serie di laser.
E poi, visto che pur sempre di una mostra del fai da te si trattava, ci sono quelli che attorno ad Arduino hanno creato un business, come l'inglese Tinker, che ha prodotto dei sensori di consumo di energia elettrica (scelti anche dal Moma di New York) o Luke Iseman, che ha realizzato in casa e poi venduto un irrigatore programmabile per giardini. Il nome? Garduino. Ecco, forse in questo caso sull'originalità ci sarebbe da discutere...
Fonte:
MakerFaire.com