(ITnews) - Roma -
Ecco uno dei primi servizi che molto probabilmente verranno utilizzati sui computer con sistema operativo Chrome OS, si tratta di Google Music, l’innovativo sistema studiato da Google per rendere obsoleti gli hard disk sulle proprie periferiche.
Google Music è un programma basato sul web che consente di caricare online i propri brani su dei server appositamente creati, così da avere sempre disponibile, tramite una connessione ad internet, la propria musica, sia su altri computer – anche basati su sistemi operativi diversi da Chrome OS – sia su dispositivi mobili con sistema operativo Android.
La reale innovazione rispetto agli altri sistemi per ascoltare musica dal web - che già sono diffusi nativamente su smartphone
Nokia e
Windows Phone 7 - è che mentre per i precedenti servizi bisognava pagare una quota mensile per ascoltare solo la musica offerta dai gestori del servizio, Google Music sarà del tutto gratuito e permetterà di caricare fino a 20͘000 brani dal proprio computer.
Questo nuovo servizio in the cloud purtroppo attualmente è disponibile solo negli Stati Uniti e solo tramite invito ma, vista la imminente presentazione dei computer basati su Chrome OS e sapendo che usciranno contemporaneamente in diverse parti del mondo (italia compresa), è probabile che molto presto anche da noi si aprirà la “caccia all’invito” – come già avvenne per la versione beta di Gmail.
È evidente che Google vuole essere in prima fila per quanto riguarda il cosiddetto “Web 3.0” e il cloud computing. Questo servizio è l’ennesimo passo avanti che l’azienda sta compiendo verso il futuro della tecnologia domestica, ma qualcuno già parla di passo più lungo della gamba perché, mentre negli Stati Uniti le maggiori città sono interamente coperte da reti Wi-Fi gratuite ed esenti dal richiedere una registrazione, le attuali connessioni offerte dai gestori telefonici Europei, hanno un’ampiezza di banda piuttosto limitata per sostenere il grande quantitativo di dati derivante dall’ascolto di musica in streaming. Per sapere se il servizio insieme ai nuovi computer web-based di Google avranno successo, bisognerà quindi attendere che arrivino anche nel vecchio continente.