(ITnews) - Roma -
Da qualche mese nella gamma di smartphone Acer con sistema operativo Android è presente il beTouch E130, un modello che nell’aspetto ricorda molto i BlackBerry della canadese RIM e che perciò può essere a buon diritto considerato un apparecchio destinato soprattutto (ma non esclusivamente) all’utenza business. Di questo smartphone ITnews è riuscita a farsi mandare un’unità in prova.
Cliccando su questo link potrete vedere un video realizzato dalla nostra redazione con: l’unboxing (ossia la procedura di apertura della scatola), l’elenco delle principali caratteristiche tecniche e alcune prime considerazioni. Qui trovate la scheda tecnica completa del cellulare.
Abbiamo usato l’apparecchio per una decina di giorni circa. Tutte le impressioni che abbiamo raccolto da quest’esperienza ve le riportiamo qui sotto.
L’Acer beTouch E130 monta una batteria ai polimeri di litio da 1500 mAh. Della sua durata possiamo dirci abbastanza soddisfatti. Usando l’apparecchio per diversi giorni, infatti, abbiamo riscontrato una buona performance: lo stato di carica della batteria si riduce dell’80% dopo circa 60 ore, usando l’apparecchio discretamente (alcune chiamate, un po’ di navigazione via browser, qualche tweet, ecc.) Ad ogni modo, questi risultati sono stati ottenuti mantenendo disattivato il collegamento alla rete Wi-Fi e anche i widget di Facebook e Twidroyd (due applicazioni già pre-installate su questo dispositivo) ma attivato il modulo GPS.
A proposito di GPS possiamo dire, certi di non essere smentiti, che questo è il vero punto debole dell’Acer beTouch E130. Spiace dirlo ma questo modulo praticamente non funziona. 9 volte su 10 l’apparecchio non riesce a connettersi ai satelliti geostazionari. Molto difficile dunque, se non quasi impossibile, usare applicazioni come Foursquare o Google Navigator, dal momento che l’apparecchio pare non riuscire a geolocalizzarsi affatto.
Acer ha deciso di non inserire su questo apparecchio una UI (User Interface) personalizzata. Durante la nostra prova, quindi, abbiamo sempre tenuto il telefono in modalità classica Android, ossia abbiamo usato come interfaccia quella tradizionale a 5 pannelli scorrevoli orizzontalmente. Dal nostro punto di vista questa è una scelta molto valida, poiché si lascia all’utente la possibilità di decidere se usare la UI Android pre-installata o scegliere (scaricare e installare) un altro launcher.
I materiali usati per la costruzione del telefono sono buoni: le plastiche sembrano di qualità, durante l’uso non è stato avvertito alcuno scricchiolio. Il processo di apertura del pannello sul retro è molto comodo. Cambiare la batteria e inserire la SIM card è molto semplice. Alquanto complicata, invece, risulta la procedura di alloggiamento e dis-alloggiamento della minuscola scheda di memoria microSD, perché davanti al relativo slot è presente una piccola levetta bianca in plastica che ne impedisce la fuoriuscita fortuita.
L’audio delle chiamate in ingresso e in uscita non è ottimo ma discreto. Si usa l’apparecchio senza grossi disturbi, insomma. Stessa cosa dicasi per l’utilizzo degli auricolari. Il suono dei brani eseguiti dal player multimediale è abbastanza alto e pulito, non distorce e ha una buona resa dei bassi. Anche il volume della radio FM è discretamente alto. La qualità del piccolo speaker presente sul retro invece non è eccelsa - ovviamente - ma anche in questo caso il volume è decisamente alto. Nota: sull’apparecchio sono installatati due player multimediali per foto, video e brani audio: uno standard Android e uno addizionale, fornito da Acer, che riproduce esattamente le stesse funzioni.
Performance altalenante per quanto riguarda il segnale della telefonia cellulare. L’Acer E130 si è comportato abbastanza bene in ambienti aperti ma non ottimamente in quelli chiusi. Qualche disturbo al segnale c’è e lo si avverte. Non si può dire comunque che ci siano grandissimi problemi di linea, cioè si riesce a telefonare tranquillamente. Nota: per le prove abbiamo usato una scheda ricaricabile Vodafone. Il modulo Wi-Fi, invece, si comporta molto bene: le reti wireless cioè vengono riconosciute dallo smartphone velocemente e altrettanto rapidamente viene eseguita la procedura di login alla LAN.
Nota dolente il sistema di sincronizzazione. Chi scrive non ha potuto provarlo perché, una volta connesso, lo smartphone non è stato riconosciuto dal proprio pc (un notebook con Windows Vista). Questa versione del sistema operativo purtroppo non contiene, né riesce a trovare i driver necessari per riconoscere l’apparecchio connesso via USB. L’aggravante è che la confezione del prodotto non contiene un CD con i driver attraverso cui cercare di risolvere questo problema. Ma non solo. Windows Vista non riesce a riconoscere l’Acer E130 nemmeno come USB driver esterno. Cosa gravissima. Per trasferire alcuni file dal computer al cellulare, dunque, siamo dovuti ricorrere al sistema operativo Ubuntu 10.10. In tal caso il telefono, appena connesso via USB, viene riconosciuto come normalissimo hard disk esterno.
Nella dotazione di software fornita da Acer per questo device c’è tutto il pacchetto Google Android, ossia: Gmail, browser, Maps, Navigator, Latitude, rubrica contatti, calendario, attività, market ufficiale, ecc. In aggiunta troviamo anche un file manager (applicazione estremamente necessaria per gestire i file presenti all’interno della scheda di memoria), Spinlets (applicazione che permette di fruire gratuitamente alcuni brani in streaming), Twidroyd, Facebook, urFooz (un’altra applicazione per tenersi in contatto con i propri amici) e RoadSync, che permette la sincronizzazione di email in modalità “direct push” con i server Microsoft Exchange. Comodissimo il notificatore aggiornamenti che permette al cellulare di sapere se e quando sono disponibili update per il sistema operativo. Spiace che sia assente dalla dotazione software il lettore di feed ufficiale, il Google Reader. Ma questo, comunque, non è un grosso problema, dal momento che è possibile installare l’app gratuitamente dal market Android.
La fotocamera da 3 Megapixel integrata nel cellulare fa delle foto discrete ma solo alla luce del Sole o in presenza di una fonte luminosa artificiale molto forte. Purtroppo negli ambienti poco illuminati gli scatti sono pessimi, praticamente inutilizzabili, a causa dell’assenza di flash. Assente anche la funzione autofocus.
Nessun problema con l’applicazione YouTube. La riproduzione dei filmati è molto fluida, sia sotto rete 3G, che quando si è collegati via Wi-Fi.
Il display è abbastanza luminoso ma ha una risoluzione decisamente bassa (320 x 240 pixel a 65 mila colori). Per fare un’esempio: gli sfondi uniformi, forniti con lo stesso telefono, risultano incredibilmente sgranati o, come si usa dire in gergo, “pixellati”. In condizioni normali di luce la lettura non è difficoltosa ma si tenga conto che siamo in presenza di un semplice LCD - non di un SuperAmoled - dunque in esterno, cioè in condizioni di luce solare diretta, ci sono i soliti problemi di riflessi. Inoltre, il formato landscape (ad orientamento orizzontale) del display presenta qualche problemuccio per la visualizzazione di alcune applicazioni, come Foursquare ad esempio, che sono state sviluppate per essere fruite principalmente su schermi ad orientamento verticale. D’altronde grandissima parte degli smartphone Android ha schermo ad orientamento “portrait”, seppur con risoluzioni molto differenti tra loro.
Per quanto riguarda il pannello multitouch – che lo ricordiamo è resistivo, non capacitivo - possiamo dire che funziona abbastanza bene, è discretamente reattivo, nonostante il processore abbia un clock di soli 416 MHz. Un solo appunto: la parte superiore non risponde benissimo alla pressione. Esattamente come accadeva già per il modello Liquidmini. Per tirare giù il menu a tendina, insomma, è necessario piazzare il dito leggermente oltre il bordo del display ed essere molto precisi.
La tastiera qwerty è molto comoda, uno dei veri punti di forma di questo form factor. Grande utilità anche dei tasti fisici per l’apertura e la chiusura delle chiamate. Abbiamo solo un piccolo dubbio sulla trackball, posizionata sotto il display tra i 4 classici tasti funzione Android (Home, Menu, Search, Back). È vero, ricorda molto quella dei BlackBerry, di certo servirà a non disorientare gli utenti che provengono dall’esperienza d’uso tipica dei prodotti RIM, ma è proprio necessaria? Lo schermo touch e i tasti funzione sono più che sufficienti per interagire con l’apparecchio. A cosa serve dunque un dispositivo di puntamento di questo tipo? A nostro avviso forse è valido solo per essere estremamente precisi quando si è in modalità di inserimento testo.
Una considerazione sull’applicazione market. Nonostante la versione del sistema operativo sia ancora la 1.6 (aggiornabile alla 2.1) è possibile scaricare su questo smarphone anche applicazioni molto recenti. Chi scrive ha provato, ad esempio, il videogame “Angry Birds Rio”, pubbicato da Rovio pochi giorni fa, e deve dire che non ha avuto alcun problema nell’istallazione del software. Forse la giocabilità non è il massimo, dal momento che le risorse dell’apparecchio sono un po’ limitate (processore da 416 Mhz e 256 MB di RAM), ma ci si riesce comunque a fare un’idea sul gioco e a divertirsi un bel po’.
L’astuccio bianco in finta pelle (marchiato Acer) che viene fornito con il device è molto utile in quanto serve a parare eventuali colpi e a evitare che sul telefono si accumuli polvere o sporcizia; molto comodo, anche se aderente. Non presenta alcun problema nell’uso, cioè non ci vuole molto a tirare fuori il telefono dall’astuccio.
Voto complessivo per l’apparecchio: 5. Sotto la sufficienza. Ottima idea quella di creare un apparecchio destinato alla fascia di mercato business che comprende tutti gli uomini (e donne) d’affari già abituati al form factor dei BlackBerry, geniale anche attribuirgli un prezzo di vendita ben al di sotto di quello della concorrenza, ma il malfunzionamento del segnale GPS è davvero una gravissima pecca.
L’Acer beTouch E130 lo trovate in vendita online in una fascia di prezzo tra i 180 e i 220 Euro.