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Pubblica Amministrazione, promessa la rivoluzione digitale

Nell'anno della celebrazione dei 150 anni dell'unità nazionale, l'Italia si rilancia nel campo dell'innovazione rivoluzionando il proprio sistema di e-government e prendendo a modello il primo della classe, la Corea del Sud.

domenica 3 aprile 2011


(ITnews) - Roma

La digitalizzazione nell'apparato pubblico come passo necessario per un salto qualitativo e di cambiamento, un'evoluzione indispensabile per portare il paese su livelli di competitività e innovazione internazionali. Questo il punto focale del recente convegno "Italia digitale" tenutosi a palazzo Marini lo scorso 28 marzo, nel cuore di Roma, in cui si sono dati appuntamento professori, economisti, ingegneri e rappresentanti del settore scientifico.

In apertura, con un lungo ed esauriente intervento il Prof. Renato Brunetta, attuale Ministro per la pubblica amministrazione e innovazione, ha illustrato stato attuale e piani futuri per l'ammodernamento dell'e-government italiano, ormai avviato dal 2009 con la riforma nel pubblico impiego e continuato con i vari dei piani e-gov 2012 e i2012 e la recente modifica del Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) nel 2010. Ultima, ma non per importanza, la trasformazione di CNIPA in DigitPA, l'ente pubblico che si occuperà fattivamente di questo importante passaggio.

Vari i settori che saranno toccati da quella che lo stesso Ministro definisce una "rivoluzione a costo zero". Si comincia con la sanità per cui si prevede la piena attuazione del processo di e-health (prescrizione di ricette mediche online, facilitazione delle comunicazioni della malattia del lavoratore) entro il 2012, che porterà a risparmiare sino al 30% dei costi attuali. Ma è anche nel settore della giustizia e in quello dell'istruzione che il governo prevede di portare novità con l'informatizzazione e l'integrazione dei servizi dei vari Ministeri e con una progressiva riduzione e razionalizzazione degli sportelli online per il cittadino. Dai 3 ai 18 mesi sarà la tempistica imposta agli enti pubblici per l'inserimento online degli atti pubblici.

Molti i servizi inaugurati nel corso degli ultimi due anni per migliorare i vari ambiti per pubblico e impresa. Si va dai portali indirizzati agli studenti (innovascuola.gov.it con fini didattici o il sito www.scuolamia.it che permette l'erogazione di servizi digitali a studenti e famiglie) al rilascio gratuito -obbligatorio invece per lavoratori autonomi appartenenti ad ordini professionali- della Posta Elettronica Certificata (PEC) a tutti i cittadini maggiorenni.

Dal 2009 ad oggi il grado d'innovazione della PA italiana ha conosciuto un considerevole incremento, riuscendo a raggiungere e superare molti dei Paesi UE più avanzati. Conferme di questo provengono dall'indagine "European e-Government Benchmarking 2010", un confronto tra gli Stati membri in cui l'Italia risulta essere tra le prime posizioni per disponibilità e per qualità dei 20 servizi prioritari per il cittadino e l'impresa. Uno sforzo notevole, se si prendono in considerazione i ben 170 protocolli firmati dal 2008 al 2010 volti a facilitare il compito di amministrazioni centrali e locali, imprese e associazioni.
Insomma, una rivoluzione in cui avranno un'importanza preponderante il consenso da parte di pubblico, rappresentanza scientifica e mondo dell'impresa. Proprio quest'ultima -sostiene il ministro- dovrà ricoprire un ruolo fondamentale e propositivo nei confronti dell'apparato statale. Suggerendo nuove soluzioni tecnologiche -hardware o software che siano-agevolando un sistema basato su produttività e brevità, senza la necessità di nuovi investimenti su personale e infrastratture di connettività.

Un esempio, di forse arduo raggiungimento, è stato tracciato dalla Corea del Sud. Il paese asiatico, rappresentato al convegno dal Dr. Deok-Seob Shim, direttore generale presso il Ministero della Pubblica Amministrazione e Sicurezza della Repubblica, ha avviato un processo di ammodernamento su base ventennale, iniziato nel 1992. Un perfetto meccanismo di amministrazione digitale per privato e pubblico che ingloba, su vari e consolidati strati di sicurezza, una grande varietà di servizi online (registrazione nascite, gestione documenti, pagamenti tasse). Grazie all'unificazione dei dati in una dinamica di interconnessione tra dipartimenti e un sistema semplificato e di grande efficienza operante 24 ore su 24 e 365 giorni l'anno (KIPOnet) che unisce trasparenza a qualità.

Ad avvalorare le tesi e le esigenze delle politiche esposte dal Ministro Brunetta -su uno scenario però internazionale- si sono poi avvicendati gli interventi di Rolf Ater, direttore della direzione Governance pubblica e sviluppo territoriale (GOV) dell'OECD di Parigi, dell'Ing. Luigi Bella direttore di produzione della C3 Agency della Nato a Bruxelles e il Dr. Mario Campolargo, direttore del DG INFSO presso la Commissione europea a Bruxelles.

Settori differenti (impresa e comparto scientifico) si sono contrapposti, a seguire, nella tavola rotonda "Situazione attuale e prospettive future per l'Italia", a chiosa del convegno. Posizioni diverse -ma non opposte- quelle espresse, unite dall'esigenza comune di investire in infrastrutture mirate all'attuazione del processo d'innovazione (banda larga su tutte). Un contesto in cui -come afferma il Dr. Domenico Laforenza, direttore dell'Istituto ITT CNR di Pisa- la ricerca non deve isolarsi, ma comunicare e condividere i risultati dei propri sforzi. Su questa base si fonderanno gli imprescindibili vincoli tra ricerca e ICT, settore rappresentato da Assinform e Assintel, pronti ad assecondare il processo evolutivo della PA nostrana e forti delle 100mila aziende (e dei 400mila addetti) e del peso che esercitano all'interno dell'industria italiana. Una sinergia che si rivelerà sicuramente indispensabile a dare un volto all'innovazione e alla "rottamazione del sistema informativo attuale della macchina pubblica": obiettivi, al di là dei parallelismi dal facile entusiasmo, da perseguire con assoluta priorità per colmare definitivamente il gap con i paesi esteri.

Francesco Celli

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