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YepLike! l’app che mette il “Like” al mondo reale

ITnews intervista Fabio Lalli, l’ideatore dell’app, che ne racconta origine, sviluppo e futuro

Nicola Smeerch Bruno

Pubblicata in rete il 22/03/2011 13:11, tempo medio di lettura 9 minuti e 10 secondi

Illustrazione (ITnews) - Roma -

Ciao Fabio e grazie per averci concesso questa intervista. Puoi spiegarci in poche parole cos’è e come funziona “YepLike!”?
YepLike! è forse una delle applicazioni più semplici che abbia mai pensato. In pochissime parole (ma praticamente esaustive) permette all’utente di scattare una foto a qualcosa nel mondo reale, applicargli la preferenza di Like o Dislike (a breve anche Fail/Win e non solo...), “geottagare” la foto e poi condividerla sui social network. Tutto qui!

Oltre alla funzione “Like” di Facebook, a cosa ti sei ispirato per realizzare quest’app?
La prima ispirazione è stata il timbro del Like o Dislike che sta girando in rete. L’hai visto? Beh, da lì era partita inizialmente l’idea di applicare Like e Dislike ovunque, a qualsiasi cosa. Poi è partito lo sviluppo ed in corso d’opera, durante la progettazione, abbiamo cominciato ad avere nuove idee: ci saranno sviluppi più social nella versione 2. A breve verrà integrata la possibilità di esprimere non solo il giudizio Like/Dislike ma anche un rating, ma soprattutto ci saranno delle funzionalità nascoste che si abiliteranno a seconda di alcune azioni. È un mix: un “Instagram” del giudizio, un Foursquare per la localizzazione, un… YepLike! :)

Dove hai preso l’idea?
YepLike! L’idea è nata di notte. Avevo la febbre alta e non riuscivo a dormire e, mentre guardavo la tv - cosa che faccio veramente di rado (ci è voluta la febbre!) - ho pensato che avrei voluto mettere un “Dislike” al presentatore. In quel momento ho pensato che sarebbe stato carino poter mettere like e dislike a tutti gli oggetti del mondo reale, attraverso una foto e poi poter fare lo share sui vari social. Idea semplice e stupida allo stesso tempo. Senza pensarci due volte, e sopratutto senza farmi troppe “seghe mentali”, ho deciso di iniziare un po’ di progettazione e di mockup alle 4 di notte. Qualcuno mi definisce “Startupparo compulsivo” proprio per questo. Penso, faccio due riflessioni e parto. Così ho scritto una mail, ho coinvolto Cristiano ed Annalisa e siamo partiti con un obiettivo ambizioso: realizzare un sito, delle API, una iPhone app. Tutto in 72 ore. Ovviamente questa velocità va a discapito anche di alcune funzionalità, piccoli accorgimenti ed interfaccia. In questo modo però si parte, senza pensarci troppo. Ce l’abbiamo fatta e così, una volta approvata l’app nello store, siamo usciti. Ora è online e siamo già pronti ad un primo aggiornamento.

È vero che ti ci sono voluti solo due giorni per completare il suo sviluppo?
Sì, ci abbiamo impiegato 72 ore, lavorando in tre persone: io, Cristiano Severini e Annalisa Puracchio. Senza di loro l’idea, per quanto semplice, non avrebbe preso forma. Siamo un team molto affiatato e allineato. Solo grazie a questo riusciamo a fare progetti ed esecuzione in tempi rapidi.

YepLike è rivolta al solo mercato italiano o anche quello internazionale?
È rivolta a tutto il mondo: in fondo è un gioco, un divertimento, e non ha una connotazione tipica di un posto o di un altro. L’applicazione è stata realizzata inizialmente inglese e poi, viste alcune richieste pervenute dall’Italia, è stata tradotta in Italiano.



Esistono concorrenti diretti per un’applicazione come la tua? Quali sono?
Attualmente ci sono un paio di app che fanno il “Like” e lo pubblicano su Facebook. L’interfaccia in embrambi i casi non è un granché e non hanno un seguito su un sito. La nostra idea è di dare all’utente la possibilità di fare share di una foto su più social, ma sopratutto di continuare a “giocare” con le foto sul sito.



Su quale sistema operativo funziona l’app? La troviamo nello store ufficiale?
Attualmente YepLike! gira su iPhone e può esser scaricata dall’App Store di Apple. È ottimizzata per iPhone con iOS 4.2 ma funziona anche su iPad; ovviamente in questo caso non è visibile la funzionalità relativa alla fotocamera. Lo sarà per l’iPad2.



Hai intenzione di svilupparla anche per altre piattaforme? E se sì, quali?
Sì, stiamo già sviluppando per Android e Windows Phone. Abbiamo dato meno priorità ad altri device solo perché volevamo raggiungere una versione stabile e poi “clonare” l’app su altri sistemi. È un modo di ottimizzare risorse e tempi.



Per lo sviluppo dell’applicazione su altri sistemi operativi realizzerai un porting o, invece, riscriverai l’applicazione da zero?
Verranno riscritte da zero. YepLike! è un applicazione scritta in codice nativo e non utilizza framework o tools in HTML5, quindi sarà necessario scrivere del nuovo codice… ma noi lo troviamo divertente! :)



Attraverso quali canali stai facendo promozione alla tua app? Quale strategia hai adottato online? Esiste anche una campagna offline?
La promozione fatta fin ora è basata principalmente sul passaparola e sul buzz che riusciamo a generare sui social. In questi giorni ci siamo mossi con un po’ di contatti per cercare delle review, sia in Italia, che all’estero. Online pensiamo di cominciare a muoverci con qualcosa in termini di advertising e un video che stiamo preparando (divertententissimo!) Per l’offline attualmente non abbiamo fatto nulla. Pensiamo di provare con qualcosa di “non convenzionale”, visto il tema, e poi di proporre la nostra app ad aziende che vogliono creare delle campagne di consenso o dissenso verticali. Immagina se YepLike! fosse utilizzato dal WWF e tutte le persone segnalassero problemi ambientali mettendo dislike e taggando le foto con #wwf :) , no?



Cosa ne pensi degli store alternativi come AppBrain, quello appena lanciato da Opera o quello che sta per lanciare Amazon? Venderai la tua applicazione anche attraverso essi?
Beh, penso proprio di sì. Perché precludersi a monte un canale? Considera che YepLike! È gratuita, quindi il concetto di vendita è relativo. A noi servono vetrine per promuovere l’app e farla utilizzare da più utenti possibile.



Quali parametri hai preso in considerazione per determinare i costi di ideazione/sviluppo di YepLike! e il margine di guadagno?
Come ti dicevo, YepLike è gratuita e la scelta è basata sul fatto che, essendo un’app di entertainment e divertimento, non credo prenderebbe a pagamento. Se dovessi comunque posizionarla, visto i prezzi anche di altri client per altri social network, direi che non la pubblicherei oltre i 0,79 Euro. Questo è un prezzo che permette all’utente di acquistare senza farsi troppi scrupoli. Sopra iniziano i ragionamenti e le scelte ponderate.



Quale obiettivo ti sei preposto? A quanti download deve arrivare YepLike! per ritenerti soddisfatto? In altre parole: hai già settato un “break even point”?
YepLike! è iniziata come esperimento di sviluppo in 72h e soprattutto come divertimento. Non ci eravamo dati degli obiettivi. Adesso, visto l’entusiasmo intorno alla nostra applicazione e all’idea sopratutto, abbiamo deciso di crederci e sviluppare altre funzionalità. L’obiettivo che ci siamo dati è di arrivare a una base di utenti minima di almeno 100.000 utenti entro la fine dell’anno. Sarà impegnativo perché non ci sono molti mesi a disposizione, ma vogliamo provarci ugualmente. Io penso che possiamo farcela.



Avevi già sviluppato in passato applicazioni per il settore mobile?
Sì, con Cristiano, Annalisa, David e Giuliano abbiamo già fatto anche altre app, sia di nostra proprietà, sia per terzi. “Baby2.0” e “ibiqi” sono le due app che ci hanno dato la spinta e la voglia di continuare. “Baby2.0” è un’applicazione per la gestione del bambino (pannolini, pappe, visite, appuntamenti, misurazioni di crescita e diario con foto), mentre “ibiqi” è un framework che permette di distribuire contenuti di un blog o di un sito su più device (iPhone, Android, Windows Phone).

Che smartphone usi? Ti reputi un geek? Come ti definiresti: un “heavy user” delle app?
La domanda corretta sarebbe “Che smartphone utilizzi di default” e la risposta sarebbe iPhone. Ti dico questo perché sono uno di quelli che li prova tutti (iPhone, Nexus One, Samsung Galaxy, iPad, Windows Phone, HTC vari, ecc.) Ma questo non per moda, quanto per studiare. Come faccio a capire se non provo? Mi domandi se sono Geek? Ti dico solo che ho i gemelli della Apple al polso in questo momento.

Credi che in futuro ci saranno ancora software tradizionali o vivremo in un mondo dominato esclusivamente dalle app, sia per il settore desktop, che per quello mobile?
Dal mio punto di vista le app, intese come programmi sviluppati in codice nativo per un certo OS, in un futuro molto prossimo non ci saranno più. Si andrà sempre più verso applicazioni sviluppate con linguaggi standard e cross sistema. Il fatto di tornare da app nativa a linguaggi standard, farà morire il concetto di app come lo intendiamo oggi e contemporaneamente ci accorgeremo di esser tornati al concetto di software “tradizionale”. Ma con una grossa differenza: non esisterà più il software per Windows, per Linux e Mac, esisteranno invece dei software che potranno girare su un pc, su uno smartphone, dentro la televisione e dentro alla cornice digitale, semplicemente perché richiamati da un entità simile al browser che si preoccuperà di incapsulare l’applicazione e farla dialogare con il sistema operativo sottostante.

Ciao Fabio. Grazie mille e in bocca al lupo!
Grazie a te per l’intervista e… buon YepLike! a tutti! :)

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