FourSquare vs. Facebook Places
10 domande a Tommaso Sorchiotti, organizzatore della prima conferenza italiana dei sindaci di FourSquare
sabato 18 settembre 2010
(ITnews) - Roma
ITNews ha incontrato Tommaso Sorchiotti, organizzatore della prima conferenza italiana dei sindaci di FourSquare, il social network per smartphone basato sulla localizzazione. Gli abbiamo fatto alcune domande su questo tipo di servizi, a poche settimane di distanza dal lancio di Facebook Places.
1. Ciao Tommaso e grazie per averci concesso questa intervista. Hai già avuto modo di provare Facebook Places? Cosa ne pensi?
Grazie a voi. Ho provato Places con il trucchetto di Vincos, mi sembra lontano dall’essere un prodotto finito ed interessante. Lo diventerà quanto tutti i contenuti del network (foto, status update, video, ecc..) saranno geolocalizzati. Allora diventerà possibile ricostruire una festa, ad esempio, con i contributi di ogni persona presente che ha condiviso qualcosa sul suo profilo.
2. Facebook Places potrà creare dei problemi a FourSquare nella sua crescita? Ci sarà uno scontro diretto?
Secondo me è presto per dirlo. Al momento Foursquare ha solo da beneficiare dallo sdoganamento della pratica del checkin verso gli utenti Facebook, e quindi gran parte delle persone online. Tant’è che i numeri di nuove registrazioni dopo l’annuncio di facebook Places è salito tantissimo. È probabile che, quando Places integrerà promozioni ed attività stimolanti, molti utenti che adesso usano FourSquare dovranno fare una scelta. Difficilmente si usano due strumenti diversi per la stessa finalità.
3. Quali sono attualmente i principali player del segmento dei social network cosiddetti “location-based”. Qual è il più diffuso in Italia?
I player sono tanti. Oltre FourSquare, Gowalla e HotPotato sono buoni prodotti. Poi ci sono Google Latitude e l’impronunciabile SCVNGR. MyTown e Loopt sembrano promettenti, così come lo era Brightkite, il “primo della specie”.
4. Tu sei uno heavy user di FourSquare? Ogni quanto lo usi e in che occasione? Hai anche provato altri servizi simili prima di questo?
Più o meno li ho provati tutti. In realtà non mi ritengo un utente “heavy” di FourSquare. Tra i miei contatti ho persone che fanno checkin molto più spesso di me. A volte in maniera esagerata e compulsiva. Generalmente il mio uso è limitato a posti che desidero condividere, che possono essere di utilità per altri o luoghi dove è possibile incontrare gente. Cerco di evitare di condividere la strada casa-lavoro-supermercato-casa. Così come i caselli, gli autogrill e le aree di sosta in autostrada.
5. Ci puoi tracciare brevemente un profilo socio-demografico dell’utente tipo di FourSquare? In altre parole: chi lo usa? Quanti sono? Ci puoi fare una stima?
Utente 25-40 anni, smanettone, buona capacità di spesa, con interessi vari ed eterogenei. Per usarlo occorre uno smartphone, BlackBerry, iPhone o Android. In Italia usarlo è ancora uno status symbol, nelle altre nazioni è legato ad esigenze specifiche. Una stima ottimistica per l’Italia che avevo fatto assieme ad un giornalista di Repubblica era 35/50 mila utenti.
6. Quale delle due componenti credi sia più importante in questo tipo di servizi? Quella ludica o quella commerciale? Ci fai un esempio di caso di successo?
In realtà credo che le due componenti che dici sono solo due accorgimenti per l’elemento principale di FourSquare e di servizi simili: la volontà di esprimersi ed essere riconosciuti e premiati. Avere uno spazio di comunicazione personale, rafforzare la propria identità sociale, divertirsi ed essere apprezzati.
Le iniziative italiane per ora sono tutte abbastanza simili. Sconti, degustazioni gratuite o giornate prova. Più o meno si cerca di replicare con FourSquare le promozioni tradizionali. Iniziative interessanti mi sembrano quelle di Chicago e la community creata attorno al museo di Brooklyn.
7. Secondo te quando tempo impiegherà FourSquare a introdurre anche in Italia iniziative commerciali (sconti, bonus, raccolte punti)? Che tu sappia, hanno un piano di estensione del loro business anche in Europa?
Le iniziative commerciali sono già attive in Italia. Aziende ed esercizio commerciali possono registrare e reclamare la propria “venue” per proporre gratuitamente le proprie offerte. Per le attività più importanti, che comprendono “Special” o nuovi badge da sbloccare, si passa attraverso l’azienda, che deve attivare determinate procedure. E al momento sono sotterrati di richieste. Da qualche giorno hanno attivato la pagina per le università, che possono attivare nuove modalità di coinvolgimenti per gli studenti e di scoperta dei loro campus.
8. Non credi che il parco di utilizzatori di smartphone sia ancora troppo ristretto per una vera massificazione di questi servizi location-based?
In realtà se guardi i numeri del nostro paese, vedi una diffusione enorme di terminali avanzati. Il problema semmai è l’uso e i costi di navigazione. Il fenomeno iPhone ha aperto un nuovo mondo, che aspettava da tempo di emergere. Tuttavia i numeri assoluti di utenti che utilizzano Internet in mobilità sono ancora limitati.
9. Parliamo di privacy. L’utente non ha remore o paure nell’uso di questi servizi? Quali garanzie di sicurezza forniscono social network come FourSquare? Come si può usarli senza correre rischi?
Lo spauracchio privacy è un falso problema. Da una parte il rischio è limitato a ciò che l’utente condivide. È sempre e solo lui a decidere se pubblicare o meno determinate informazioni, se dare indicazioni sulla sua posizione in un determinato momento o meno. Dall’altra stiamo assistendo ad un’evoluzione del concetto di privacy. I più giovani non hanno le stesse preoccupazioni dei grandi. E, plateali cavolate a parte, riescono comunque a vivere sereni.
10. Secondo te presto assisteremo ad un orientamento di tutti i social network verso l’integrazione delle funzioni “location based”? Ossia: ci sarà un’adozione in blocco del modello FourSquare? Come si evolverà questo segmento nei prossimi due o tre anni?
Bella domanda. Avessi la risposta, sarei altrove. Chiaramente ci son troppe variabili per fare una previsione certa. Probabilmente assisteremo ad una convergenza del mobile verso il web tradizionale. Internet e i social media usciranno definitivamente dagli schermi dei computer per finire in salotto, in auto, dal dentista e dalla parrucchiera e soprattutto in tasca. Dal modello “corsa verso il numero più alto di amici” assisteremo ad una comunicazione limitata al gruppo e ai gruppi di riferimenti. Ogni volta che le coordinate geografiche saranno un valore aggiunto ai contributi si utilizzeranno.
Guarda il video girato durante la conferenza: “FourSquare spiegato dai sindaci”.
Qui una video-sintesi da 60 secondi della prima conferenza italiana dei sindaci di FourSquare.
Nicola Smeerch Bruno