(ITnews) - Roma -
L’inquinamento ambientale spesso parte dai piccoli sprechi, dalle piccole cose. Particolari a cui abitualmente non poniamo attenzione. Prendiamo il caso delle SIM* card, ad esempio. L’industria della telefonia mobile ha la sua bella responsabilità nello spreco di plastica. Ogni qual volta un utente sottoscrive un contratto, riceve una scheda in plastica, di cui l’utente si libera immediatamente, almeno per un buon 90% del volume.
Un tempo, infatti, all’interno dei cellulari era necessario inserire la card, che ha il formato standard delle carta di credito, nella sua interezza; adesso non più: nella quasi totalità degli apparecchi di telefonia mobile (diciamo pure il 99%) oggi va inserito il solo chip, sostenuto da una sottile base di plastica. Sembrerebbe quindi che con gli anni ci sia stato un risparmio di materiale plastico ma così non è, in quanto la scheda ancora viene fornita al cliente nello standard tradizionale, ossia 15×25 mm (ISO/IEC 7810).
Qualcuno però ha pensato bene di risolvere alla fonte questo problema modificando il materiale che fa da sostegno al chip. Non più plastica ma carta. L’operatore di telefonia mobile portoghese TMN ha iniziato a vendere carte SIM fatte di carta riciclata. Purtroppo però, per il momento questo nuovo formato è compatibile con un solo modello di cellulare: il Samsung Blue Earth.
Questo apparecchio è noto per essere il primo vero cellulare eco-friendly, in quanto è prodotto con bottiglie di plastica riciclata, non contiene alcuna sostanza tossica - come BFR (Brominated Flame Retardants), berillio o ftalato - ed ha il retro rivestito di pannelli solare. Ma non solo. Il suo consumo energetico è bassissimo, dal momento che in modalitĂ stand-by usa meno di 0,03W – difatti si è guadagnato 5 stelle nel sistema di rating energetico “Energy Star”.Â
Il Samsung Blue Earth, comunque, è solo un punto di partenza poiché in futuro, se da una parte la TMN aumenterà il volume di distribuzione delle SIM cartacee, dall’altro, i produttori dovrebbero allargare il parco dei cellulari compatibili presenti sul mercato. O almeno si spera.
Le societĂ Incard e Toppan sono i due fornitori internazionali che hanno dato supporto tecnico/produttivo al carrier portoghese per iniziare questa nuova era delle SIM.
Il risparmio, dal punto di vista ambientale, consiste tutto nel sostituire un materiale altamente inquinante con un altro molto riciclabile. Difatti le tradizionali SIM in plastica (un derivato del petrolio) sono prodotte attraverso un processo che ha un forte impatto negativo sull’ambiente. Questo cambio di materiale produttivo, dunque, ha l’ambizione di ridurre le emissioni di fumi tossici e altri sprechi.
La carta, comunque, non è il primo materiale che ambisce a sostituire la plastica nelle SIM; lo scorso febbraio la società di sicurezza digitale Gemalto ha presentato una card prodotta con sostanze biologiche, ossia nuovi materiali prodotti dalla lavorazione del mais, della canna da zucchero o dall’amido di patata.
* Nota: l’acronimo SIM sta per “Subscriber Identity Module”.