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Il primo telefono Google sarà il Nexus One

Tutte le voci sul cellulare che Big G venderà direttamente a partire dal prossimo mese

Nicola Smeerch Bruno

Pubblicata in rete il 15/12/2009 04:29, tempo medio di lettura 5 minuti e 29 secondi

Illustrazione (ITnews) - Roma -

Quando arriverà il primo telefono Google? Ce lo chiedevamo da tempo, adesso finalmente abbiamo una risposta (quasi) certa. L’apparecchio è in produzione per la taiwanese HTC, avrà (ovviamente) Android come sistema operativo ed entrerà in commercio il mese prossimo. Probabilmente si chiamerà Nexus One ma non è sicuro. Molti in rete continuano a chiamarlo “Google Phone”. Qui trovate una galleria di 11 scatti con le prime foto (non ufficiali) del telefonino.
Su ABC News si può leggere che negli States il 5 gennaio T-Mobile inizierà a vendere l’apparecchio direttamente attraverso il sito di Google. Le versioni in commercio potrebbero essere due: una sbloccata e una abbinata ad un contratto con il carrier della Deutsche Telekom su cui sono stati pre-caricati i suoi servizi. Un portavoce di T-Mobile ha fatto sapere che la sua società si è rifiutata di commentare queste voci.
Una fonte anonima di AndroidAndMe afferma che il costo del Nexus One potrebbe essere di 199 Dollari ma c’è da andarci con i piedi di piombo. Insomma fate attenzione: per il momento si tratta solo di “rumors”.
Che Google però voglia sbaragliare il mercato della telefonia, immettendo sul mercato un telefonino a basso costo ma con performance ad alto livello è molto probabile. Col tempo Google potrebbe avere intenzione di diventare un “seller” e di pretendere delle commissioni dagli operatori. Il primo sarà T-Mobile, in patria, ma c’è da scommetterci che non ci vorrà molto perché altri carrier internazionali entrano nella partita.
Una delle voci che ormai sembra quasi certa è che per l’utente non sarà necessario sottoscrivere contratti con alcun operatore; in altre parole il Nexus One sarà venduto principalmente senza contratto, sbloccato. Una bella gatta da pelare per gli operatori – almeno per il momento. L’idea di Google sarebbe dunque quella di mettere in mano a quanta più gente possibile un cellulare - anzi un potente smartphone – economico, alla portata di molte tasche, non eccessivamente costoso.
Le prime versioni supporteranno lo standard GSM (dunque potrebbe arrivare prima in Europa che negli Stati Uniti) e solo in un secondo momento sarà la volta di quello CDMA.
Tra le novità più interessanti ci sarebbe anche lo sviluppo di una nuova interfaccia grafica 3D, diversa da quella che abbiamo visto sulle versione 1, 1.5 (Cupcake), 1.6 (Donut) e 2 (Eclair) di Android. Eppure dalle foto che hanno iniziato ad apparire sul web sembra che il sistema operativo sia molto simile a quello del Droid, ossia che si tratti della versione 2.0.1, l’ultimo firmware ufficiale Google. Guarda qui una galleria fotografica di 11 scatti ad alta definizione.
Secondo Engadget.com il Google Phone è basato sul modello HTC noto come “Dragon/Passion” (con le specifiche del modello “Bravo” – una variante dei primi due) il che significa che molto probabilmente monterà un processore Snapdragon, un display touch AMOLED da 3,7 pollici, una videocamera da 5 Megapixel e che sarà privo di tastiera fisica.
Alcuni dipendenti di Google hanno ricevuto l’apparecchio giovedì scorso, 10 dicembre, per quello che in gergo si chiama “hands-on”, ossia un test operativo, una “prova su strada”. La notizia si è diffusa rapidamente online perché alcuni hanno spifferato l’operazione su Twitter. Nonostante Google abbia affermato sul suo blog (Google Mobile Blog) che alcuni dei dipendenti hanno ricevuto degli apparecchi da testare, non c’è stato alcun annuncio ufficiale riguardo l’intenzione di vendere direttamente agli utenti un cellulare, un telefonino Google-branded. Si è parlato solo di “testare una tecnologia al fine di migliorarla”. Punto. Tutto qui. Questa è la versione ufficiale dei fatti.
Uno sviluppatore del forum XDA Developers che è riuscito a mettere le mani sull’apparecchio, ne ha estratto il filmato iniziale, quello cioè che appare sul display al momento dell’accensione. Potete vedere il video su YouTube. Sembra quasi che i quattro colori del logo di Google Chrome vadano a formare una “X” al centro dello schermo. Qui trovate anche l’immagine finale (statica) di questa frizzante animazione.
Se per un attimo mettiamo da parte le disquisizioni tecniche e rivolgiamo la nostra attenzione sul versante “strategia” ci viene da chiederci: che senso ha produrre un proprio apparecchio e allo stesso tempo continuare a supportare la filosofia “una piattaforma, più device”? Sino ad ora Google non ha dato alcun segnale di voler essere fornitore del sistema operativo e, allo stesso tempo, venditore di cellulari. Ma adesso cambia tutto: lo scenario diventa molto più confuso – se le voci dovessero trovare conferma.
Perché questo cambio di strategia in corsa? Gli esperti, gli analisti che seguono da vicino queste faccende, hanno provato ad abbozzare delle ipotesi; una delle più plausibili è che seguire la strada percorsa in questi anni - in maniera coerente - da Apple con il suo iPhone significherebbe, da una parte agevolare il lavoro per gli sviluppatori di applicazioni, e dall’altra “omogeneizzare” l’esperienza per gli utenti. Due obiettivi questi che finora è stato quasi impossibile raggiungere, a causa del moltiplicarsi di apparecchi e di firmware.
Volendo essere più drastici e cinici, si potrebbe tagliare il discorso con l’accetta e dire che forse a Mountain View si sono resi conto che una piattaforma troppo aperta funziona poco, disperde energie e risultati, mentre lo standard unico - ancora una volta - potrebbe essere una carta vincente, o almeno uno strumento valido per combattere ad armi pari con il nemico n.1: l’Apple iPhone.

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