(ITnews) - Roma -
Qualcuno pensava che il CrunchPad non avrebbe mai visto la luce. Invece adesso quel qualcuno dovrebbe iniziare a ricredersi. Il tablet pc ideato da Micheal Arrington di TechCrunch sembrava destinato a restare sempre un bel progetto sulla carta, a non arrivare mai nei negozi. Questo rischio lo si è corso – bisogna ammetterlo.
Qualche giorno fa, il 30 novembre, lo stesso Arrington sul suo blog ha annunciato la morte del progetto. In parole povere pare che Fusion Garage, l’azienda a cui era stato dato il compito di produrre l’apparecchio, a pochi giorni dal lancio ufficiale del tablet abbia deciso di interrompere unilateralmente le relazioni con TechCrunch. O meglio, per essere precisi: TechCrunch aveva intenzione di mostrare l’apparecchio il 20 Novembre durante l’evento “Real-Time Crunchup” - aveva messo in prevendita persino 1000 pezzi del tablet - ma tre giorni prima il CEO di Fusion Garage, tale Chandra Rathakrishnan, ha annunciato ad Arrington via email che TechCrunch era stata tagliata fuori dal progetto per volere degli azionisti e che Fusion Garage aveva intenzione di andare avanti da sola, vendendo l’apparecchio con il suo nome. Insomma a pochi giorni dal lancio è sembrato che il progetto si fosse distrutto da solo.
Arrington ha dato la sua versione dei fatti su TechCrunch; ha spiegato anche che TechCrunch era il solo proprietario del marchio CrunchPad - anche se la proprietà intellettuale del progetto era divisa, che Intel ha fornito assistenza e consulenza, oltre le CPU Atom, che un grosso partner (una catena di retailer) si era già mostrato pronto a vendere il prodotto a margine di guadagno nullo, perché credeva fortemente nel progetto, e che diversi venture capitalist erano già pronti a finanziare il progetto.
Ad alcuni tutto ciò è sembrato un’astuta mossa di pubbliche relazioni, un polverone alzato ad arte, ossia una storia architettata per fare in modo che intorno al prodotto si venga a creare il giusto hype. Ad ogni modo, Fusion Garage ha organizzato una video conferenza con Rathakrishnan in modo da poter dare la propria versione dei fatti e da poter mostrare il famigerato tablet pc. A quanto pare l’azienda produttrice aveva già in mente di produrre un tablet prima ancora che Arrington pubblicasse la sua idea del CrunchPad. Arrington si sarebbe unito al progetto con la promessa di portare investitori (leggi denaro) e di comprare eventualmente Fusion Garage. Però pare non sia stato in grado di rispettare la scadenza che si erano prefissati: febbraio 2009. Inoltre sembra che tra le due aziende non ci sia mai stato alcun accordo. TechCrunch non ha scritto nemmeno una linea di codice. Dunque la società di Rathakrishnan ha ritenuto fosse giusto continuare da sola sulla propria strada.
Ebbene, in effetti così è stato. La redazione di Engadget.com ha avuto modo di incontrare il CEO di Fusion Garage e di vedere in funzione l’apparecchio che ora ha preso il nome di JooJoo (parola che significa “Magia”). Qui potete vedere una galleria fotografica con 16 scatti.
JooJoo si presenta come un internet tablet pc ma per Fusion Garage è più di un tablet. L’apparecchio, che si avvia in soli 9 secondi, ha un browser come sistema operativo; la sua esperienza d’uso è in tutto e per tutto quella della navigazione online. Non ci sono menu, applicazioni o finestre precaricate. Il suo sistema operativo è “web-based” e derivato da UNIX; trattasi di WebKit, lo stesso codice che gira sotto Safari e Google Chrome. Dall’11 dicembre sarà in vendita sul sito thejoojoo.com per 499 dollari. Dal momento del pre-ordine alla consegna passeranno dalle 8 alle 10 settimane circa. Qui potete vederne un video.
Dotato di uno schermo touch di tipo capacitivo da 12,1 pollici con risoluzione 1366 x 768 pixel, JooJoo non possiede alcun tasto se non quello di accensione. Non ha una tastiera fisica di tipo Qwerty. Presente sul corpo una sola porta di tipo USB 2.0, uno slot per la ricarica energetica, un ingresso per il microfono e una uscita audio per le cuffie – entrambe da 3,5 mm. La webcam incorporata è da 1,3 Megapixel. Tastiera, mouse e altre periferiche esterne si collegano via Bluetooth o tramite la porta USB. Non ci sono uscite HDMI o per il collegamento con televisori o monitor esterni – anche se pare che i produttori stiano pensando di implementare queste caratteristiche. Presenti sul corpo anche degli altoparlanti.
JooJoo supporta Flash, eccezion fatta per i video eseguiti in modalità HD; in questo caso il sistema operativo si porta automaticamente in modalità schermo intero al fine di realizzare una renderizzazione ottimale. Possibile leggere anche il PDF su questo tablet ma solo attraverso il “doc reader” di Google, dal momento che non è previsto il supporto nativo per questo tipo di file.
Chi ha avuto modo di prenderlo tra le mani assicura che il JooJoo si presenta leggero e molto sottile. La sensibilità al tocco, invece, pare non sia allo stato dell’arte: lascia un po’ a desiderare. Il multitouch quasi non funziona. All’avvio la schermata iniziale (personalizzabile) si presenta con una barra laterale sulla sinistra per il settaggio dell’apparecchio, per la ricerca online e per orologio e datario; sulla destra invece troviamo una serie di grandi icone cliccabili che rimandano direttamente ai servizi online più diffusi come Flickr, Facebook, Twitter, YouTube, Gmail, LastFm, LinkedIn, Yahoo, Hulu, Blogger, IMDb, MySpace, AOL, CNN, Google News, New York Times, ecc. Lo stesso gesto che sull’iPhone si utilizza per lo “zoom out” qui, invece, serve per tornare alla schermata iniziale.
Nessuna notizia certa per il momento sulla dotazione hardware. Si mormora di un CPU dedicata ma nessuno ne ha la certezza. Quelli di Gizmodo hanno visto la sequenza di “boot up” e affermano che il processore dentro il JooJoo sia un Intel Atom da 1.6 GHz e che la Ram in dotazione sia da 1 GB. Probabilmente la scheda grafica è basata su chipset Invidia ION – ma non è sicuro. Tuttavia Fusion Garage si riserva di tenere ancora segrete queste informazioni tecniche. La memoria da 4 GB pare non sia espandibile – anche se è vero che non ci sono cartelle in cui salvare alcun file – e serva solo come cache per applicazioni quali Gmail o Google Wave. Sullo JooJoo dovrebbe essere possibile visualizzare un video ad alta definizione da YouTube con risoluzione a 1080p.
Il modello venduto, assicura Chandra Rathakrishnan, sarà simile in tutto per tutto a quello che verrà venduto. In altre parole: quella mostrata è la versione definitiva che andrà in commercio tra qualche giorno.
Una nota riguardante il packaging: la documentazione sarĂ scritta su di un adesivo trasparente che verrĂ attaccato sullo schermo.