(ITnews) - Roma -
L’anagrafe indiana non brilla per efficienza. Nonostante sul territorio indiano vivano più di 1,2 miliardi di cittadini, pare che
meno del 7% sia presente nei registri statali. In un certo senso si può dire che lo Stato conosca l’esistenza accertata di solo una minima parte della propria popolazione, cioè di quei soli individui i cui nomi sono presenti negli elenchi anagrafici e a cui ha fornito un qualche tipo di documento di riconoscimento.
Almeno fino ad ora. Le cose infatti stanno per cambiare. Qualche giorno fa il Times UK ha riportato la notizia secondo cui l’India starebbe per rilasciare centinaia di milioni di carte d’identità biometriche. Un progetto mastodontico - solo a pensarci fa venire in mente scenari da Grande Fratello di orwelliana memoria – che verrà gestito dalla UIDAI (Unique Identification Authority of India), organismo statale a capo del quale è stato messo Nandan Nilekani, uno dei fondatori della Infosys Technologies.
Nilekani, dimessosi da portavoce della società e dal board della stessa, si è insediato a dirigere questo nuovo organismo con altissime responsabilità, a tutti gli effetti paragonabili a quelle di un ministro del governo. La sua principale mansione sarà quella di dirigere l’agenzia istituita con il mandato di assegnare numeri identificativi univoci (UID numbers) a tutti i cittadini così da poter far loro accedere ai vari servizi forniti dal Governo. La stessa autorità ovviamente ha anche il compito di mantenere aggiornati i database e di provvedere alla loro manutenzione.
Le carte d’identità che verranno fornite ai cittadini indiani saranno dei veri e propri passaporti biometrici; conterranno tutta una serie di informazioni personali che vanno oltre il nome, il cognome, la residenza, la data di nascita, ecc. Sulle carte saranno presenti infatti anche un’impronta digitale, la scansione della retina e probabilmente anche dati sul casellario giudiziale e sulla ‘storia creditizia’ dell’individuo.
Per la sola raccolta dei dati ai fini della creazione dei database è previsto un costo non inferiore ai 3 miliardi di Sterline - cifra per altro destinata a salire, con l’avvio del progetto.
Secondo il Governo indiano le prime carte d’identità biometriche inizieranno ad essere distribuite entro 18 mesi ma alcuni analisti sono molto scettici riguardo questa data di rilascio. Con molta probabilità una massa critica di popolazione sarà dotata di carte non prima di 4 anni.
Il progetto è importante sotto plurimi punti di vista. Non solo per quanto riguarda la piena espressione della cittadinanza da parte dell’intera popolazione indiana, ma anche sotto un profilo squisitamente economico ed elettorale; fino ad oggi, infatti, con l’anagrafe in queste condizioni, operazioni quali l’esazione delle tasse e la chiamata alle urne si presentano ancora come estremamente difficoltose.