(ITnews) - Roma -
Il concetto di IPod e Iphone, è ormai strettamente legato all’utilizzo di ITunes non solo per gestire i propri file, ma anche e forse soprattutto di reperire musica e applicazioni a poco prezzo , in poco tempo e con una scelta piuttosto vasta. E’ molto tempo che le major discografiche cercano di alzare i prezzi imposti da Apple per l’acquisto di musica. Ora, per cercare di contrastare la crisi che ha coinvolto tutto il mondo ma gli USA in particolare, David Paterson, il governatore dello stato di New York, introdurre una tassa del 4 per cento su ogni opera d'intrattenimento distribuita digitalmente. La Riia, l'associazione dei discografici americani si oppone a questa iniziativa decretando con essa un possibile punto di non ritorno per recuperare l’industria della musica, già in crisi da molto tempo a causa anche dei programmi peer to peer che permettono già dai tempi di Napster di poter avere musica gratuitamente ma illegalmente. "Il punto in cui siamo è questo" ha detto Paterson ai giornalisti "forse ci avremmo dovuto pensare quando pensavamo che le tasse che incassavamo da Wall Street fossero inesauribili. Ora quelle tasse sono scivolate via. E bisogna fare qualcosa". L’"ipod Tax" è nata sulla base della continua crescita del mercato digitale che appunto rispetto a quello "fisico" è fiorente. Itunes, è divenuto col tempo un vero e proprio riferimento per l’acquisto digitale di musica, che ora rappresenta il 70% dell’intero mercato mondiale, al punto che ora Jobs ha deciso di rendere acquistabili altri contenuti come programmi televisivi, libri e film rendendo il suo negozio virtuale una vera e propria realtà mondiale del digital delivering. In questa ondata di tasse, che include anche la tassa sull’ipod, non è coinvolto solo lo stato di New York ma anche da altri 17 stati. La California (la patria di Apple e quindi anche di ITunes) non è ancora partecipe e per adesso infatti non si è assistito a rialzi particolari visto che la legge americana non consente di tassare il download nel luogo da cui viene richiesto, ma nel luogo da cui viene messo a disposizione degli utenti.