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Le madri considerano i pericoli sul Web come le droghe e la guida in stato di ebbrezza

Lo rivela una ricerca di McAfee

Pubblicata in rete il 10/11/2008 19:03, tempo medio di lettura 6 minuti e 1 secondi

(ITnews) - Roma -

Secondo la nuova ricerca pubblicata dalla società di sicurezza McAfee, circa due terzi delle mamme con figli adolescenti negli Stati Uniti sono preoccupate della sicurezza dei propri figli online – a causa di possibili e-mail pericolose o dell’adescamento da parte di malintenzionati del web - in pari misura, o persino di più, della guida in stato di ebbrezza (62%) e della sperimentazione di droghe (65%). Questo timore è supportato dai risultati della ricerca McAfee, che ha rivelato che il 52% degli adolescenti ha dato informazioni personali online a persone che non conoscono nella vita reale, con il 34% delle adolescenti che ha affermato di aver fornito una fotografia o la propria descrizione fisica a degli sconosciuti online. Il principale ostacolo da affrontare per le madri è rappresentato dalla possibilità di tenere traccia delle attività svolte dai figli online, poiché il 32% dei giovani ha affermato di cancellare la cronologia del browser una volta finito di utilizzare il computer, e il 16% ha creato indirizzi e-mail privati o profili di social networking per nascondere ai genitori quello che fa online.

La ricerca condotta da Harris Interactive per McAfee su un campione di oltre 1000 mamme statunitensi con figli di età compresa tra i 13 e i 17 anni, e su ragazzi della stessa fascia di età, offre numerosi spunti sui timori delle mamme e sul comportamento degli adolescenti su Internet. Il 58% per cento delle madri non crede che le istituzioni stiano facendo abbastanza per la sicurezza dei bambini on-line. E le mamme non considerano più la camera dei propri figli come un luogo sicuro – il 44% ha affermato di essere preoccupata della sicurezza dei figli quando navigano su Internet nella loro stanza senza il controllo di qualcuno, e una su quattro (24%) è più preoccupata di cosa fa il proprio figlio online rispetto a quando è fuori casa. Quando si tratta del comportamento online dei propri figli, la preoccupazione principale del 58% delle madri è rappresentata dalla condivisione di troppe informazioni personali.

Le madri si illudono del comportamento dei propri figli online?
Secondo lo studio, la risposta è un clamoroso "sì". La ricerca McAfee ha scoperto che il 72% delle madri si basa su un accordo verbale con i propri figli – si tratta di una discussione su ciò che è consentito o meno fare online - e il 48% ha ammesso che non sa cosa fanno realmente i figli online. Attraverso i giovani intervistati, McAfee ha scoperto che la realtà è che molti ragazzi si industriano con vari sotterfugi per evitare il controllo dei genitori, allo stesso tempo esponendo potenzialmente loro stessi e gli altri ai pericoli del web.

- Il 63% dei ragazzi ha dichiarato di sapere come nascondere ai genitori l’attività online. Il 43% chiude o riduce a icona il browser all’avvicinarsi di un genitore, il 32% cancella la cronologia di ricerca appena finito di utilizzare il computer, il 16% crea indirizzi e-mail o profili di social networking privati e l’11% sblocca o disabilita il parental control o i filtri dei genitori.

- Il 52% dei ragazzi ha dato informazioni personali online a qualche sconosciuto, comprese foto personali e/o descrizioni fisiche (24%). Il doppio delle ragazze adolescenti ha condiviso le foto o le descrizioni fisiche personali online rispetto ai ragazzi coetanei (34% delle ragazze contro il 15% dei ragazzi).

- il 20% dei ragazzi è stato protagonista di comportamenti bullismo online, compresa la pubblicazione di informazioni non veritiere o offensive, o immagini imbarazzanti, diffondendo voci e pettegolezzi

- Il 9% dei ragazzi ha utilizzato Internet per imbrogliare i professori.

Quindi, cosa sono disposte a fare le madri per mantenere un occhio proattivo sull’attività online dei propri figli? Per riuscire a tenere traccia di ciò che i loro ragazzi fanno sul web, un quarto (26%) delle mamme ha detto di aver fatto "richiesta di amicizia" al proprio figlio su un sito di social networking, ma molte mamme procedono in incognita per controllarli. Il 59% ha dichiarato di controllare la cronologia del browser del proprio figlio quando effettua ricerche su Internet, e il 15% utilizza un programma software per controllare quello che i propri bambini fanno online.
Molti adolescenti rimarrebbero negativamente colpiti da questo tipo di tattiche ritenute sleali. Un quarto ne sarebbe turbato (24%), uno su cinque si sentirebbe ferito (19%) e il 34% si sentirebbe offeso scoprendo la madre a tener traccia di ciò che fanno online a loro insaputa o senza il loro permesso, proprio come Lynette, una delle mamme del telefilm "Desperate Housewives".

Lo studio rientra in una nuova iniziativa McAfee per l’educazione che intende aiutare le mamme a stare al passo con gli ultimi pericoli online e a insegnare a bambini e ragazzi come navigare al sicuro su Internet attraverso gli appuntamenti con Tracy Mooney, la prima mamma paladina della sicurezza online, una vera e propria "Chief Cyber Security Mom", e con Parry Aftab, avvocato e scrittore in qualità di primo "Family Internet Safety Advisor".

La prima mamma a capo della sicurezza cibernetica

Riconoscendo che l’educazione è importante almeno quanto la tecnologia, McAfee annuncia che Tracy Mooney, di Chicago, mamma di tre figli, è stata scelta come prima mamma paladina della sicurezza informatica investendola del titolo di "Chief Cyber Security Mom".

"A volte mi sono sentita sopraffatta nel tentativo di tenere il passo con tutte le novità che i miei bambini possono fare su Internet", ha detto Mooney. "Ci sono un sacco di informazioni là fuori, i genitori hanno solo bisogno di sapere dove andare a trovarle. I bambini vogliono rompere le regole e superare i limiti, ed è giusto dargli il loro giusto spazio e la loro privacy. Penso che sia utile agire in anticipo, insegnando loro come comportarsi in maniera responsabile e sicura on-line, proprio come insegniamo loro a comportarsi nella vita reale."
In qualità di mamma che si rivolge in prima persona ad altri genitori, la signora Mooney, che ha recentemente partecipato al McAfee "S.P.A.M. Experiment", fornirà informazioni semplici e consigli alle madri preoccupate attraverso la sua pagina Web al sito www.mcafee.com/mom. Incontrerà inoltre altre mamme e rappresentanti di istituzioni e enti governativi sul tema della sicurezza on-line nelle scuole e in varie comunità.

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