(ITnews) - Roma -
A Redmond qualcosa sta andando storto. Sarà il malocchio di una strega di bottega. O sarà il maleficio di qualche diavoletto dopo che Bill Gates ha messo in piedi con sua moglie Melinda la più grande organizzazione filantropica del pianeta. Il risultato è che la software house più potente nell'Olimpo dei numeri e delle stringhe da un po' di tempo a questa parte ha assunto le sembianze di uno stanco e accaldato elefante perdendo lo smalto ghepardato di un tempo.
In primis, Microsoft è scivolata nella classifica dell'elite delle Borse mondiali di una posizione, dal terzo al quarto posto. A superarla è stata Citigroup. Ma non è questione di sorpassi, nè di chi sta davanti (Exxon e General Electric), quanto il fatto che la creatura nata dal genio di Bill Gates negli anni '80 ha perso qualcosa come 40 miliardi di capitalizzazione borsistica negli ultimi sei mesi.
Non solo. Qualche ora fa, in Sud Africa, Gates ha spiegato ai partners che investono nel progetto Windows Vista e Office 2007 (160bn di dollari contro i 9 sborsati da Microsoft) che c'è il 20% di probabilità che il lancio del nuovo sistema operativo (atteso ormai da due anni) slitti ulteriormente rispetto alla data fissata nel gennaio del 2007. Una grana che significherebbe perdite negli investimenti pubblicitari e altra popolarità per Linux che, seppur nel desktop rappresenta ancora poca cosa, è destinato ad invadere anche la fascia consumer, vuoi per la crescente simpatia che riscuote nei giovani under 18, vuoi per i continui ritardi di Microsoft nel lancio di Vista.
Dall'America all'Europa la società di Redmond non se la passa granché bene. Oggi il commissario Ue alla concorrenza, Neelie Kroes, ha inflitto al gigante una multa da 280 milioni di euro per non aver applicato correttamente la sentenza del 2004 per abuso di posizione dominante. Inoltre la società rischia di pagare 3 milioni di euro al giorno (anziché 2) per il mancato adeguamento alla sentenza. A queste cifre vanno sommati 497 milioni di euro, pari all'ammontare della multa commissionata due anni fa e non ancora pagata.
Briciole, per chi che ha raccolto (anche grazie a Warren Buffett) 51 miliardi di dollari per la "Fondazione Gates" che mira a riequilibrare il mondo con aiuti e carità nelle zone disagiate. Briciole però difficili da digerire anche per un grasso elefante.