(ITnews) - Roma -
I laboratori del futuro sarano miniaturizzati. Tra i primi nel settore figurano i ricercatori italiani e scozzesi che hanno compiuto passi in avanti nel campo della "microfluidica", vale a dire quell'ambito della tecnologia dei micro-sistemi che si propone di studiare e sviluppare dispositivi miniaturizzati capaci di monitorare, utilizzare o controllare piccoli volumi di fluidi (liquidi o gassosi) per le applicazioni piu' svariate: strumenti di precisione per l'industria, applicazioni spaziali, e persino applicazioni biomedicali.
Nel dettaglio, i ricercatori italiani del centro di ricerca Soft-Infm-Cnr (istituito presso l'Università di Roma ''La Sapienza'' in collaborazione con studiosi e ricercatori dell'Università di Glasgow) hanno dato vita ad una nuova tecnica che consente di misurare la velocità di un liquido che scorre in canali micrometrici. Questa tecnica si basa sun un doppio processo: consiste prima nell'intrappolare e poi nel rilasciare ciclicamente microparticelle sospese nel liquido.
La sua applicazione più vicina è proprio nella nella realizzazione dei cosiddetti lab-on-a-chip, veri e propri laboratori miniaturizzati di analisi chimica e biologica, destinati a rivoluzionare le metodologie di analisi allo stesso modo in cui i circuiti integrati hanno trasformato l'industria elettronica negli anni '60.