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Anche l’ICANN adotta l’IPv6

Con il nuovo protocollo gli indirizzi Internet diventano teoricamente illimitati

Nicola Bruno

Pubblicata in rete il 22/07/2004 16:05, tempo medio di lettura 2 minuti e 0 secondi

Illustrazione (ITnews) - Roma - La notizia è di quelle epocali: l'ICANN (l'organismo americano che supervisiona l'assegnazione dei siti web a livello globale) ha finalmente adottato il sistema IPv6 per i suoi sistemi di server.

L'annuncio è stata dato da Vinton Cerf, membro dello stesso istituto e padre del protocollo TCP/IP, durante l'annuale meeting dell'ICANN che quest'anno si è tenuto a Kuala Lumpur, in Malesia.

Tale protocollo permette di avere a dispostone un numero di indirizzi internet pari a 2 elevato a 128, ossia teoricamente illimitato, a fronte dei circa 4,3 miliardi di indirizzi disponibili attualmente con lo standard IPv4. Da un punto di vista strettamente tecnico, questa implementazione porta la dimensione dell'indirizzo IP da 32 a 128 bit, da uno più pratico, invece, essa permetterà di dotare teoricamente qualsiasi apparecchio (che sia fisso o portatile, che sia un pc o un sistema per la domotica) di un indirizzo fisso.

La principale motivazione che ha spinto i ricercatori a sviluppare ed adottare questo nuovo protocollo per le reti Internet è la dimensione limitata che finora la Rete possedeva. Ormai i due terzi dei 4,3 miliardi di indirizzi possibili sono già assegnati e gli esperti dichiarano che, a conti fatti, col sistema Ipv4 non sarebbe stato nemmeno possibile arrivare ad una piena occupazione degli indirizzi, senza pregiudicare l'efficienza e l'elasticità tipiche della Rete come la conosciamo oggi.

Internet si espande a macchia d'olio e a velocità sostenuta per cui la necessità di utilizzare una grande mole di indirizzi si fa sentire sempre più. Tanti network e sistemi di rete da tempo avevano già fatto questo passo ma l'adozione da parte dell'organismo principale per la gestione ed il controllo degli indirizzi internet possiede senza dubbio un significato ben più importante. Una piena legittimazione, insomma.

Lo stesso Cerf ha dichiarato che questo è un passo molto importante per la rete, capace di dare al Web una dimensione ancora più globale (se possibile). Al fine di continuare il lavoro di perfezionamento ed evitare eventuali problemi, visto che i due sistemi non sono ancora perfettamente compatibili, l'Icann ha anche deciso che l'IPv4 e l'IPv6 co-esisteranno per circa 20 anni.

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