(ITnews) - Roma -
Sempre più difficile il futuro per i pirati di cd. Lindustria del disco americana sta testando nuove tecnologie in grado di impedire la copia di cd.
Nello specifico si tratterebbe di sistemi che impedirebbero non solo di registrare una copia esatta di un supporto ottico ma anche di impedire la creazione di immagini, ossia di quei file che, memorizzati su hard-disk, danno la possibilità di effettuare innumerevoli copie in un secondo momento.
Due le aziende al lavoro per la messa a punto di tali sistemi: SunnComm International e Macrovision. La prima nei giorni scorsi ha dichiarato di aver rilasciato una nuova versione della sua tecnologia anti-copia alla BMG (Bertelsmann Music Group), nota major del disco, per una fase di testing. La seconda, invece, avrà bisogno ancora di qualche mese per approntare il suo software.
Senza dubbio uno sviluppo ed una diffusione ampia di questi sistemi daranno filo da torcere a tutto il mercato mondiale della pirateria di cd ma non solo. Lapproccio al mercato subirà delle variazioni anche per la clientela legale, ossia i normali acquirenti di cd. In pratica ci potrebbero essere delle lamentele e anche una certa disaffezione al formato cd da parte di tutta quella gente che è abituata a crearsi delle cosiddette "copie di sicurezza" e che, in presenza di questi cd impossibili da copiare, si troverebbe spiazzata.
Questa forse è la questione principale che costringe i discografici a muoversi con la massima cautela nella pubblicazione di cd superprotetti.
Conosciamo benissimo, infatti, tutti i problemi che stanno già creando quei cd, da qualche anno presenti sul mercato, che sono protetti dal tristemente noto "CD copy control". Supporti che risultano praticamente illeggibili su lettori diversi da quelli di hi-fi, sinto-cd per auto o consolle per videogame, che si impallano nei lettori cd-rom e che in alcuni casi-limite danneggiano computer (soprattutto se Apple/Macintosh). Un sistema questo, che tra laltro è stato facilmente aggirato dai pirati; con laiuto di un semplice pennarello nero è sufficiente annerire la traccia più esterna presente sulla superficie del cd per poter procedere tranquillamente alla copia del supporto.
Lindustria del disco, perciò, si trova in una situazione abbastanza scomoda. Da una parte deve necessariamente fronteggiare il mercato della pirateria, che per il solo 2003 negli Stati Uniti ha raggiunto un valore di 11,2 miliardi di dollari e che va aumentando a dismisura; dallaltra deve tener conto dei disagi che con le attuali tecnologie anti-copia arreca a tutti gli utenti che acquistano musica legalmente. Le ricerche, dunque, sono tutte rivolte al fine di trovare una via di mezzo. Il massimo sarebbe per le major inventare sistemi che permettano sì la copia del cd ma in un numero limitato di copie.
Un altro grande timore dellindustria discografica è che un diffuso malcontento da parte degli acquirenti di cd potrebbe costringere gli stessi a rivolgersi ad altre fonti per soddisfare la voglia di musica. Sotto questo punto di vista tutti i siti che vendono file musicali sul Web sono dei potenziali concorrenti, primo fra tutti i-Tunes della Apple. Proprio per questo, in Usa e in Gran Bretagna, dove la musica on-line ha i più grossi volumi di vendita, le stesse case discografiche preferiscono andarci coi piedi di piombo, testando e ri-testando diversi standard tecnologici prima di lanciarli sul mercato.